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I residenti bloccano il traffico

Strage di alberi in corso Indipendenza. Ambientalisti spariti

Strage di alberi in corso Indipendenza. Ambientalisti spariti

Anche ieri di buon mattino le motoseghe sono entrate in azione. Anche ieri di buon mattino Stella e Alessandra, due attiviste del comitato “#573alberi”, sono salite sugli ippocastani secolari di corso Indipendenza nel disperato tentativo di evitare il loro abbattimento. Purtroppo però la protesta non ha sortito l’effetto voluto: i giardinieri di Palazzo Marino hanno buttato giù 30 maestose piante per lasciare spazio all’uscita di sicurezza di una stazione della nuova metro M4 lasciando l’amaro in bocca e le lacrime sul viso a quanti, anche ieri mattina, si sono ritrovati nel giardino alberato sperando in un cambio di progetto anche in vista dell’incontro con il prefetto fissato dallo stesso Tronca il giorno prima. Peccato che però alla fine il prefetto non li abbia ricevuti. «Evidentemente», puntualizza il consigliere azzurro Fabrizio De Pasquale, «il prefetto che è sempre pronto alla mediazione con occupanti abusivi e centri sociali non ritiene importante ascoltare le proteste più che legittime di coloro che, per errori e ritardi altrui, devono assistere all’abbattimento di 30 alberi secolari per fare posto a un’uscita secondaria e al passaggio delle betoniere». «In questa città», insiste De Pasquale, «i cittadini che vogliono fare valere i loro diritti non hanno più “sportelli” a cui rivolgersi, alla luce dell’esproprio del consiglio comunale sulla M4».
«Dobbiamo trovare un altro modo per protestare», ragiona la signora Teresa con l’attivista 5Stelle Stefano Giannini che qualche ora prima aveva bloccato il traffico per sensibilizzare alla causa anche gli automobilisti. «Serve qualcosa di più eclatante. Dobbiamo chiamare i vip. Tipo Celentano, Dario Fo, Fedez e quanti hanno a cuore il verde di Milano», dice mentre raccoglie le castagne da terra e le scaglia al di là della rete del cantiere dove i giardinieri segano i tronchi ormai caduti degli alberi. «Ve ne dovete andare. Non vi vogliamo», urla al loro indirizzo. «Se potessi io vi...». La frase le si smorza in gola. Alcuni agenti della Digos la avvicinano e la convincono ad andarsene. Ma lei non ha nessuna intenzione di lasciar perdere: a un gruppo di ragazzi del presidio chiede di organizzarsi per la notte. «Dovremmo essere molti molti di più», si lamenta un anziano guardandosi attorno. In effetti una trentina di persone sono poche per bloccare la “macchina da guerra” messa in moto per proteggere il cantiere di corso Indipendenza. «Dove sono le associazioni ambientaliste?», chiede provocatoriamente De Pasquale. «Questi tagli», sottolinea, «sono avvenuti nel più totale silenzio di Legambiente, Fai e con qualche distinguo Italia Nostra. Silenzio totale anche da parte di esponenti politici dei Verdi. Dove sono le “mamme anti-smog”? Il quadro da regime», conclude il forzista, «è completato dal silenzio dei giornaloni e dalla pigrizia delle altre istituzioni e poteri». Sul tavolo del prefetto resta l’esposto presentato da Nella Napoli che si conclude così: «Siamo addolorati per quanto sta accadendo e non possiamo rassegnarci ad assistere impotenti a ciò che per noi, ma non solo, è una vera e propria devastazione». Per i prossimi giorni è prevista una manifestazione davanti al Comune.

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