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Elezioni 2016

Il piano "B" di Renzi: Martina candidato

Il piano "B" di Renzi: Martina candidato

Il sogno si chiama Giuseppe Sala, commissario dell’Expo. La realtà, invece, potrebbe avere il nome di Maurizio Martina. In casa Pd da giorni stanno stringendo i tempi per scegliere il candidato alla successione di Giuliano Pisapia. I piddini milanesi vorrebbero le primarie, Renzi le eviterebbe volentieri. Alla fine si potrebbe arrivare a una posizione di mediazione con primarie “pilotate” un po’ come quelle che portarono Umberto Ambrosoli a candidarsi per la presidenza di Regione Lombardia.
Per mettere in atto questo piano, però, ci vuole la persona giusta, che sappia mettere assieme i renziani del Pd e la sinistra arcobaleno che ha appoggiato in questi anni Pisapia. L’uomo giusto potrebbe essere Maurizio Martina. L’attuale ministro all’Agricoltura, è vero, è di Bergamo, ma Milano la conosce bene ed è stato lui, quando era segretario regionale, a gestire molte partite delicate relative alla città. In più da quando è entrato a far parte del governo Renzi ha eletto Milano a sua città di riferimento. Nei sei mesi dell’Expo è stato più facile vederlo in giro tra cardo e decumano che nei corridoi romani del ministero. In più è sempre stato abile a tenersi fuori da polemiche e beghe politiche, ritagliandosi uno spazio di credibilità sia tra i moderati sia tra la minoranza del partito meno renziana. E poi non dimentichiamo che è stato lui, nel 2013, a rimettere assieme la coalizione di centrosinistra facendola convergere sul nome di Ambrosoli. Un’operazione che ora potrebbe ritentare sulla sua persona. In questo modo Martina spazzerebbe via gli altri candidati alle primarie (in primis Majorino) che, con l’azione ostile del premier, difficilmente riuscirebbero a spuntarla.
L’idea di Martina frulla da tempo all’interno del vertice nazionale del partito. Del resto Maria Elena Boschi giusto qualche giorno fa si era lasciata scappare una frase sibillina sulle primarie milanesi che potrebbero anche saltare. Un’affermazione che ha fatto andare su tutte le furie Majorino e che non è stata particolarmente apprezzata dall’altro candidato forte, Emanuele Fiano. Così per evitare nuove fratture interne si potrebbe andare verso primarie pilotate.
Questo, in sostanza, è il piano B di Renzi. La soluzione primaria, però, resta la candidatura di Giuseppe Sala, l’eroe di Expo, che però vorrebbe continuare la sua carriera con incarichi meno politici e più operativi. Il pressing di Renzi però è molto forte e non è escluso che alla fine Sala possa anche cedere alla tentazione di candidarsi. Nel qual caso, però, a Milano verrebbe messa una pietra tombale sulla vicenda primarie (difficilmente Sala accetterebbe di farle). Questa soluzione, però, potrebbe avere come conseguenza la spaccatura definitiva del centrosinistra. Già oggi Sel, Rifondazione e le altre sigle della sinistra estrema sono pronte ad appoggiare l’ex Pd Pippo Civati. E, comunque, a non scendere in campo al fianco di Sala.

di FABIO RUBINI

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Commenti all'articolo

  • malvaso1954

    12 Novembre 2015 - 15:03

    I fuori usciti dal PD, quando sono stati eletti è perchè avevva accettato il proigramma del Partito. Non condividendolo più (è un loro diritto) ma proprio questa ragione non posso andare nel gruppo misto o altro. votando contro chi li ha eletti. Non devono occupare le sedie del Parlamento fino alle prossime elezioni,in poche pareole: vadano a casa

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