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Oggi le nuove nomine

Forza Italia stoppa la Aprea e chiede a Maroni di contare di più

Forza Italia stoppa la Aprea e chiede a Maroni di contare di più

Oggi, Roberto Maroni dovrebbe presentare il rimpasto di giunta. Il terzo in quasi tre anni. Due le ragioni che l’hanno generato: l’approvazione della riforma sanitaria con conseguente creazione del super assessorato Sanità-Wefare e l’arresto del vicepresidente Mario Mantovani, che ha subito rassegnato le dimissioni.
I vertici di ieri, prima tra forzisti e poi tra azzurri (guidati dalla Gelmini) e Maroni, però, non hanno chiuso la partita rimescolando nomi e deleghe che sembravano certe dopo l’aperitivo lungo di martedì sera ad Arcore tra Maroni e Berlusconi. Il malumore del gruppo forzista sembra aver avuto la meglio e così ieri si è rimesso mano allo schema di giunta. Nel duello per la vicepresidenza Fabrizio Sala sembra aver staccato definitivamente Valentina Aprea, mentre entro la mattinata di oggi anche le residue perplessità sulla promozione a sottosegretario di Fabio Altitonante saranno fugate. In questo modo anche i malumori milanesi di una parte di Fi dovrebbero andare in soffitta.
Il vero nodo che ha tenuto banco negli incontri e che non ha permesso di chiudere la partita, resta però il futuro del super assessorato alla Sanità. Forza Italia sembra aver digerito il prolungamento dell’interim di Maroni, ma ha ribadito al presidente che questo dovrà essere «il più breve possibile nell’attesa che si trovi una figura di garanzia che faccia capo agli azzurri» (i nomi sul tavolo sono quelli del medico di Berlusconi, Alberto Zangrillo e di Giorgio Gallioli, primario del Pronto Soccorso di Vimercate). Maroni, al contrario, anche ieri ha fatto capire agli azzurri che lui la Sanità la terrà fino al 2018, soprattutto per poter gestire la partita nazionale, quella cioè che potrebbe fare della riforma sanitaria lombarda un modello su scala nazionale.
Preso atto della volontà del governatore, Forza Italia ha risposto chiedendo un ripensamento più profondo sull’assegnazione delle deleghe. Tradotto: se Maroni si tiene la Sanità Forza Italia dovrà essere ricompensata con una delega pesante che possa riequilibrare i pesi politici in giunta. Gli azzurri sarebbero anche disposti, su questa partita, a pazientare anche fino a febbraio-marzo del prossimo anno.
Questa mattina Maroni e azzurri si rivedranno per definire le ultime cose. Poi ci sarà l’annuncio. Anche perché Forza Italia non può permettersi nuovi slittamenti che potrebbero essere mal interpretati all’esterno. Nel nuovo assetto Sala oltre alla vicepresidenza dovrebbe mantenere la Casa e ricevere l’internazionalizzazione, mentre dovrebbe perdere l’housing sociale e il post-Expo che dovrebbero andare a Giulio Gallera (con le deleghe sociali, tipo volontariato, che erano della Cantù), che a sua volta cederà i poteri sulla Città Metropolitano ad Altitonante.
Confermate le modifiche che riguarderanno Ncd, con le Attività Produttive che passeranno da Mario Melazzini a Mauro Parolini per dar vita a una sorta di «assessorato allo sviluppo economico». Infine col nuovo assetto il sottosegretario alla legalità immaginato da Maroni potrebbe trasformarsi in un «garante della trasparenza» di nomina presidenziale. Mentre dovrebbe restare valido lo schema per dare ad Angelo Capelli e Fabio Rizzi deleghe per potersi sedere al tavolo della Sanità col Governo.
La notte, però, è lunga, ed è possibile che qualche cosa in termini di deleghe possa ancora cambiare.

di FABIO RUBINI

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