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Per ristoranti, mostre e shopping il turista di Expo spende 300 euro

Per ristoranti, mostre e shopping il turista di Expo spende 300 euro

Un turista su due negli ultimi sei mesi è arrivato a Milano per visitare Expo. Si è fermato, in media, tre giorni, spendendo circa 300 euro. Soldi che hanno premiato soprattutto la ristorazione, settore per il quale il 35,5% ha confessato di aver speso di più. Subito dopo ci sono la cultura (21,8%) e lo shopping (13,6%). I dati sono stati elaborati da una ricerca condotta dalla Camera di commercio in collaborazione con il Comune, su un campione di oltre mille turisti presenti a Expo a settembre. È emerso che a fermarsi di più in città - 3/4 giorni in media - sono gli stranieri, che spendono circa 300 euro albergo escluso. Sono anche la categoria più giovane - 42 anni in media contro i 48 degli italiani -, propensa anche in questo caso a spendere più per il cibo che per la moda. Per mangiare i visitatori stanno optando, in due casi su cinque, per i ristoranti. Seguiti dai locali e pub, scelti da uno su cinque per sperimentare il tradizionale happy hour. I luoghi della città più apprezzati sono il centro storico - in particolare piazza Duomo, Castello Sforzesco e Scala - Brera e i Navigli. Un turista su dieci ha detto di considerare imperdibili anche Quadrilatero della moda e la nuova Darsena.
La ricerca ha anche tracciato l’identikit del turista arrivato per Expo. Nel 55% dei casi è italiano, mentre il 13 per cento del totale è costituito da stranieri in arrivo soprattutto da Europa, Cina, Giappone, Nord e Sud America. Degli stranieri, il 25 per cento arriva proprio per vedere Milano e l’Esposizione in esclusiva. Il 10 per cento, invece, combina la visita al sito di Rho con la scoperta di altri angoli dello stivale, passando dai laghi, dal mare, da Venezia o da Roma. In generale il sondaggio ha permesso di capire che Milano ha ricevuto un voto piuttosto alto dai turisti stranieri, che hanno decretato un otto di media. Nove su dieci si sono detti addirittura entusiasti della città. Piaciuta per le tradizioni gastronomiche e lo stile, certo. Ma anche per l’accoglienza - ritenuta buona o ottima dalla metà del campione - e per l’efficienza dei mezzi pubblici, riscontrata dal 23,5 per cento degli intervistati. Premiata anche la facilità di trovare i luoghi da visitare, unitamente al buon gusto e all'eleganza visibili a chiunque.

di DANIELA BRANDONISIO

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