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Il Comune premiato dall'agenzia delle entrate

Il caso di Travacò: 4mila anime a caccia di evasori

Il caso di Travacò: 4mila anime a caccia di evasori

Segnalare gli evasori – soprattutto in tempi di tagli dei trasferimenti centrali alle amministrazioni comunali – può aiutare i bilanci. Ne sa qualcosa il comune di Travacò Siccomario, 4.000 anime distribuite su centinaia di recenti villette a schiera a pochi chilometri a sud del capoluogo Pavia.
L’Agenzie delle Entrate verserà infatti nelle sue casse 446.000 euro. A una prima tranche corrisposta nel 2014 per 140.000 euro, ha fatto seguito pochi giorni fa un secondo e più cospicuo assegno da 306.000 euro.
Si tratta di una voce importante di bilancio e che farà respirare le casse del comune, colpito – come tutte le altre città – da tagli annuali di 150.000 euro e dai severissimi vincoli del patto di stabilità.
I 446.000 euro (oltre 10 euro di media a cittadino) sono una cifra significativa se si considera che l’adiacente Pavia ne ha incassati solo 9 .000. Per non parlare della grandissima maggioranza dei Comuni italiani che non avendo siglato alcun accordo con l’Agenzia delle Entrate (solo il 7% degli enti locali lo ha fatto) non ha percepito nulla.
Travacò si piazza al tredicesimo complessivo in Italia e al quarto in Lombardia, ma al primo assoluto in rapporto alla popolazione. E se Milano primeggia nella classifica con oltre 2 milioni di euro recuperati, seguita da Torino e Bergamo, a Napoli, Palermo e Bari non arriverà nemmeno un euro. Su 118 province 62 sono quelle che hanno ottenuto importi e, quindi, contribuito al recupero dell'evasione fiscale nel 2014. 56, invece, i capoluoghi di provincia che non hanno partecipato alla lotta all'evasione fiscale. Nel piccolo Comune oltrepadano la firma della convenzione con l’Agenzia risale al 2010, con l’allora sindaco Ermanno Bonazzi. Subito dopo arrivarono all’erario alcune segnalazioni, una decina in tutto. Alcune furono archiviate, altre, invece, furono portate avanti. «È una somma importante su cui potremo contare per realizzare quelle opere di cui i cittadini hanno necessità – ha dichiarato il sindaco Domizia Clensi -. Tutti devono dare il proprio contributo alla lotta all’evasione, perché è giusto che tutti paghino, senza che ci siano furbi capaci di farla franca». Tra gli amministratori comunali c’è la consapevolezza di quanto sia stato importante il lavoro e l’attenzione quotidiana dei dipendenti comunali. Un esempio? «Erano state notate irregolarità - spiega ancora il sindaco - nella compravendita di un terreno che era edificabile e che invece risultava agricolo. L’Agenzia ha effettuato ulteriori indagini da cui sono poi risultate altre evasioni». Per il primo cittadino in rosa si tratta di una seconda grande vittoria in questo 2015. Solo pochi mesi fa, dopo una lunga battaglia legale partita all’indomani delle elezioni amministrative 2014 e che aveva diviso a metà il paese, era stata confermata in sella al comune dal Tar, con il rigetto del ricorso del suo sfidante, battuto per un solo voto.

di FILIPPO CAVAZZA

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