Cerca

La fine dell'Esposizione

La grande paura di Rho: il deserto post Expo

La grande paura di Rho: il deserto post Expo

Il conto alla rovescia ormai è a portata oraria. Mentre all’interno di Expo sono le lacrime e gli addii tra lavoratori a farla da protagonista, intorno al sito espositivo già si pensa a come tornare alla normalità non rendendo vani gli sforzi di questi mesi. A cambiare, principalmente, sarà la mobilità pubblica. Treni, metrò e tram che fino a oggi vedevano in Rho Fiera Expo e dintorni il punto di arrivo principale, da domani dovranno tornare alla dimenticata normalità pre 1° maggio 2015. Il rischio, con opere imponenti come il mezzanino di Rho Expo, è che il gioiello dei collegamenti che per sei mesi ha accolto senza criticità turisti e milanesi, dall’1° novembre diventi la vera cattedrale nel deserto di questa Expo. Trenord ha già provveduto ad annunciare le modifiche del tratto ferroviario. Le novità riguardano principalmente le tratte coinvolte da Expo come la Novara-Milano-Treviglio servita dai treni S6 che da domani sospenderà le corse di potenziamento festivo tra Novara e Milano predisposte per Expo. Stessa sorte per la tratta speciale Milano Rogoredo-Rho S14 che verrà totalmente rimossa. Anche il metrò in tutta l’area che oggi porta all’ingresso Triulza rimarrà pressoché deserto. Con un rischio: che l’area diventi il tetto dei senza dimora di Milano e provincia. A lanciare l’allarme è il consigliere di FdI, Riccardo de Corato che ha chiesto, «non appena i portoni saranno chiusi, il perimetro dovrà essere costantemente sorvegliato e dovrà essere impedito l’ingresso a chiunque non sia addetto ai lavori». «Bisogna impedire che l’area diventi l’ennesimo campo nomadi o un dormitorio per immigrati o un centro di raccolta per i criminali e lo spaccio - ha continuato De Corato - Se non si starà attenti da subito, si rischia che il dopo Expo non parta mai e che l’area venga lasciata al degrado». Ma i problemi riguardano anche Rho, la vera casa di Expo 2015. A iniziare da Costellazione, la piazza che doveva essere il biglietto da visita della città di Rho in occasione di Expo e il cui cantiere continua ad arrancare, realizzato solo per un quarto dell’opera. Nell’immenso spiazzo davanti all’ingresso della stazione, che doveva essere ricoperto da piastrelle azzurre autografate dai visitatori di Expo, da luglio, quando è stata posata la prima tessera firmata dallo stesso Sala, a oggi di mattonelle ne sono state messe veramente poche e l’Amministrazione di Rho, accortasi della debacle, per non essere riuscita a gestire la situazione, ha passato la palla ad altri dando in gestione l’appalto a Distretto 33 (un pool di aziende del nord-ovest di Milano) affinché porti a termine i lavori. L’obiettivo iniziale era quello di vendere le piastrelle ai visitatori di Expo che potevano acquistarne una a 5 euro e siglarla con una frase, un simbolo, per lasciare il segno della propria partecipazione al grande evento universale. Insomma una sorta di walk of fame degli Expo-turisti. Invece non solo i lavori sono partiti in ritardo, ma non è stata nemmeno pubblicizzata come iniziativa tanto che non ne sapeva niente nessuno. Risultato: un milione e 300mila euro di spreco. I rhodensi hanno contribuito alla spesa con trecento mila euro, il restante sono soldi di Expo. «Un’operazione disastrosa. Quale motivazione poteva avere qualcuno per firmare le piastrelle?», spiega il rhodense Marco Tizzoni, consigliere regionale della Lista Maroni che nonostante la contrarietà all’operazione ha lasciato la sua impronta sulla Costellazione. «La città di Rho ha perso un treno con Fiera, perché non è riuscita ad essere protagonista e ne ha perso un altro con Expo. Ora speriamo che si dia da fare per realizzare qualcosa in occasione del post Expo. Dobbiamo partecipare ai tavoli ed essere parte integrante – conclude Tizzoni - Non si può però pensare di andarci con la flemma del sindaco Pietro Romano (Pd), occorre capire cosa vogliamo fare per la nostra città del futuro ed evitare di lasciarla come zona dormitorio. Sono molto deluso. Non si governa così!». A preoccupare è anche il parcheggio di Arese, 11mila posti auto, che rischia di restare deserto proprio perché realizzato apposta per expo non avrà più collegamenti diretti. I sindaci del Rhodense sono già tutti pronti per rimboccarsi le maniche, a cominciare da domani, adesso sono decisi a portare a casa qualche vantaggio dal dopo Expo. Francesco Vassallo (Pd) sindaco della città di Bollate è seriamente preoccupato: «Vogliamo essere parte attiva dei prossimi tavoli di lavoro perché le trasformazioni che subiranno i nostri territori si estenderanno per i prossimi 50 anni. Vogliamo esserci e dire la nostra – e aggiunge – a parte l’aver accelerato i lavori di realizzazione della Rho-Monza non abbiamo avuto nessun impatto positivo, né finanziamenti, né incrementi dal punto di vista commerciale o turistico. Colpa anche di amministratori locali del passato che non sono riusciti a farsi valere ai tavoli di lavoro quando era il momento opportuno, probabilmente perché li hanno sempre disertati».

di MARIANNA BAROLI
e MARIA LUIGIA PIZZULLO

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog