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La rivolta di via Sarpi

Chinatown, record di violazioni. E il Pgt non prevede sanzioni

Chinatown, record di violazioni. E il Pgt non prevede sanzioni

A sentire l’assessore comunale alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino, candidato alle primarie del centrosinistra, sotto l’amministrazione Pisapia la situazione in Paolo Sarpi sarebbe chiaramente migliorata. «La qualità della vita è oggettivamente migliorata», ha spiegato l’assessore. E per la violazione delle regole da parte dei circa 400 grossisti attivi nella zona, «secondo i dati forniti dal comandante (della polizia locale, Ndr) Mastrangelo, negli ultimi anni le sanzioni sono aumentate». Peccato che dal racconto dei residenti emerga un quadro di tutt’altro tipo. Nonostante lo stop all’apertura di nuove attività all’ingrosso imposto dal Pgt e la promessa di un maggiore presidio della zona fatta dal sindaco Pisapia, «le violazioni delle norme continuano incessanti», protesta Giulietta Biraghi, che parla a nome di un gruppo di residenti che nei mesi scorsi si era rivolto anche al prefetto per chiedere un intervento. «La zona continua a essere invivibile». Il riferimento non è solo alla violazione delle norme per il carico e scarico delle merci, ma anche all’apertura di nuove attività all’ingrosso in barba alle regole che lo vietano. L’ultimo caso ad essere denunciato riguarda un’attività in via Niccolini, nel cuore di Chinatown, la cui esistenza è stata riscontrata anche dalla polizia locale che però non ha potuto multare o chiudere il negozio all’ingrosso perché «il Pgt e il piano delle regole non prevedono sanzioni o provvedimenti coercitivi da adottare nell’immediato». Ma le aperture abusive sono molte di più.
«Non si tratta certo di un caso isolato», conferma Biraghi. «Questo tipo di commercio, che non ha niente a che vedere con la vita di tutti i giorni e che ha contribuito a far chiudere i negozi di vicinato, continua a proliferare». Un fenomeno frutto di un bug normativo che non consente sanzioni immediate come quelle che invece colpiscono i negozi al dettaglio. L’unica cosa che i ghisa possono fare è segnalare l’attività irregolare e attivare in questa maniera l’iter amministrativo per la sua “inibizione”. «Purtroppo il commercio all’ingrosso non è regolamentato dal decreto legislativo 114/98», conferma Giovanni Aurea, delegato Rsu della polizia locale. «Pertanto la polizia locale non può applicare alcuna sanzione in materia: un ennesimo deficit legislativo che ci espone a ingiuste critiche». Il risultato è che «nonostante le belle parole di Majorino, mentre lui e D’Alfonso continuano a fare promesse, in questo quartiere domina un’illegalità diffusa», attacca Niccolò Mardegan, presidente di Noixmilano e consigliere in Zona 8. «Tra nuovi negozi che aprono senza permesso, carrelli che girano con le merci in zona pedonale e scatoloni per strada la situazione è un disastro». A peggiorare le cose «la carenza di pattuglie che rende impossibile soddisfare le richieste dei cittadini», ammette Paolo Solimando, delegato Usb pubblico impiego. «Il comando di Zona 8, infatti, mette a disposizione per Paolo Sarpi due pattuglie per turno, ma queste spesso vengono distolte da questo tipo di servizio e dirottate su compiti di altro genere».

di DINO BONDAVALLI

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Commenti all'articolo

  • paulocorsetti

    12 Gennaio 2016 - 16:04

    un'altro che difende i delinquenti. lo sarà pure lui.

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  • lureal1913

    08 Novembre 2015 - 18:06

    fanno i cavoli loro,usano lavoratori schiavi,anche bambini,falsificano tutto,vendono prodotti velenosi e dannosi,sono al primo posto per le esecuzioni capitali,il condannato si paga la pallottola,non danno lo scontrino fiscale...che brava gente!

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