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Viaggio folk

Piramidi, miti celtici e streghe: la Lombardia secondo Van De Sfroos

Piramidi, miti celtici e streghe: la Lombardia secondo Van De Sfroos

Un viaggio on the road attraverso la Lombardia durato tre anni che ha portato Davide Van De Sfroos ad attraversare questa nostra Lombardia in lungo e in largo, una città, un paese alla volta, superando i limiti geografici dei luoghi per raggiungere le radici profonde, le connessioni culturali, storiche, antropologiche. Un viaggio attraverso le terre e le acque della nostra regione e che alla fine, di scoperta in scoperta, ha prodotto anche delle vere e proprie guide turistiche oltre a una mole di materiale filmato in gran parte ancora da diffondere. Questo è stato il progetto «Terra&acqua», un viaggio folk alla ricerca di luoghi, genti e storie. Un viaggio che per il cantautore comasco non poteva che partire dal suo lago.
«In effetti, tre anni fa siamo partiti proprio da casa nostra, nel senso che all’inizio abbiamo incominciato a riscoprire questo ramo del lago di Como. Ne nacquero otto puntate fatte in giornata e ciò che ci lasciò sbalorditi fu dover costatare che dei luoghi di cui pensavamo di sapere già tutto, in realtà non conoscevamo nulla. In paesi, strade, piazze, chiese, valli e monti che avevamo visto cento volte si aprivano armadi segreti e porte misteriose che solo chi è lì da sempre può conoscere e spiegare. Se era così a casa nostra, chissà cosa sarebbe successo se ci fossimo allontanati solo un po’».
Ed è così che, grazie anche al sostegno della Regione Lombardia, il tour si è allargato alla zona di Lecco, di Varese e della Brianza e da questi viaggi sono nate quattro guide (Terra&Acqua, appunto), diffuse in edicola, e venti film di un’ora ciascuno in cui si raccontano luoghi, percorsi gastronomici, leggende, miti e storie. Tutte filmate dal viaggiatore Davide che scopre ogni posto nuovo in presa diretta, senza una trama predefinita, in un itinerario spontaneo e poetico che lo porta spesso a improvvisare canzoni o testi per il semplice stupore di ciò che si trova di fronte. Poi, in occasione di Expo, Davide è partito per un nuovo tour che, una volta al mese, l’ha portato in tutti i capoluoghi lombardi con serate folk animate da artisti «a chilometro zero» e raccontate ogni volta da un filmato di un quarto d’ora, girato quasi in presa diretta sul posto e trasmesso durante la serata. «Cosa mi è rimasto di questo viaggio? Una conoscenza del territorio non più solo geografica, ma antropologica, culturale, storica, fatta di rapporti e interazioni. È come se le canzoni fossero diventate film».
Estrarre da questo enorme baule da viaggio, qualche itinerario specifico non è semplice e mentre proviamo a sfogliare le guide di Terra&Acqua, Davide si fermerebbe a ogni pagina. Alla fine, però, un po’ per gioco, scegliamo dieci itinerari da ripercorrere.
«Innanzitutto devo dire che io, uomo di lago, ho scoperto i fiumi e la prima indicazione che offro è quella del corso dell’Adda. Un itinerario sconvolgente che si può fare anche in bici o a piedi, caratterizzato di antico e moderno, di centrali idroelettriche e miti celtici. Il secondo itinerario che consiglio è sul Ticino, il fiume azzurro che ci collega alla Svizzera e che, lungo le sue rive, mostra tutti i suoi retaggi fluviali, una sorta di Louisiana di casa nostra abitata da gente straordinaria, apparentemente in disparte, ma generosa nel raccontarsi con chi si mostra desideroso di conoscerla. Il terzo itinerario fluviale che propongo è quello dell’Olona che sembra trascinarsi dietro la sua storia, la sua natura in cui ti devi immergere come un esploratore e nella quale ti puoi figurare di veder spuntare un cavaliere celtico dietro la prossima ansa».
E abbandonato il corso dei fiumi?
«Potremmo andare sopra a Varese, in Valcuvia e in Valganna, nelle zone della civiltà di Golasecca. Una sorta di Stonehenge italiana. Magari molti sono andati in Inghilterra a visitare le misteriose pietre di Stonehenge e non sanno che a pochi chilometri c’è qualcosa di altrettanto magico. E, per restare in zona, consiglio una gita a Luino, sul lago Maggiore e sulle sue isole, luoghi fatati dove il viaggiatore non si trova a passare spesso, ma dove, se passa, si può innamorare come catturato da un incantesimo».
Ma la Lombardia è fatta anche di campagne, circondate da città e industrie eppure ancora intrise di tradizioni. «Come le cascine della Brianza. I brianzoli, magari nel box hanno l’auto potente, ma si perdono nei campi con la bici del nonno a cercare erbe e poi ti raccontano la vita antica delle campagne, con i suoi sapori, come gli asparagi rosa di Mezzago. Senza dimenticarsi di Montevecchia e del suo parco con le “piramidi”, le colline a sbalzi. Poi c’è la Valsassina, da attraversare tutta, fino a Premana, paese famoso per i coltelli, una valle percorsa da vicende che ti ricollegano alla grande storia d’Europa e che porta i segni di quando era parte della Serenissima e lì arrivavano i mercanti veneti».
Poi c’è la pianura lombarda. «E il nono itinerario che propongo è quello di Lodi e della grande pianura che scende fino a Cremona attraverso la quale, davvero, ha galoppato la grande storia e ha lasciato tracce di sé ad ogni angolo».
In tutta questa terra e acqua, Davide Van De Sfroos non può dimenticare il suo lago. «Il decimo itinerario ci porta a Montepiatto, sopra Torno, terra di streghe, leggende e di pietre misteriose, come la “pietra pendula”, forse un altare, forse un masso erratico. E poi avelli e luoghi di sepoltura. Un posto che, come molti altri in Lombardia, nonostante tutta la modernità, trasuda le antiche origini insubri e celtiche».
Allora non resta che partire. Consapevoli che ogni inizio è una scoperta, soprattutto di ciò che si pensa già di conoscere.

di MAURIZIO ZOTTARELLI

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