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Il commento

La regione dei "barbari" arriva prima dei democratici sulla difesa delle donne

La regione dei "barbari" arriva prima dei democratici sulla difesa delle donne

Il numero fa impressione: 2432. Sono le donne vittime di violenza dall’inizio 2015. Donne picchiate, stuprate, schiacciate nel corpo e nella mente, in molti casi annullate. La regione Lombardia, prima in Italia, ha risposto alla legge nazionale contro gli abusi adottando un piano per la prevenzione e il contrasto di questo fenomeno che - terribile a dirsi - sta raggiungendo cifre impressionanti. Oggi il piano sarà presentato in consiglio regionale e salvo sorprese dell’ultimo minuto verrà votato. A delinearne i contorni è Giulio Gallera, assessore alle Pari opportunità e al reddito di autonomia della regione Lombardia che di questo progetto è sia ispiratore che sostenitore. «Creeremo un modello integrato di accesso, accoglienza, valutazione del rischio e definizione di un percorso personalizzato», spiega Gallera.
In pratica le strutture che accoglieranno le donne vittime di violenza, dall’asl ai comuni, dalle forze dell’ordine alle case rifugio, seguiranno tutte un protocollo comune. L’attenzione sempre rivolta alle donne, e il fine quello di abbattare le barriere dalla vergogna e della paura che normalmente si ergono in questi casi. «Bisogna rafforzare la rete interistituzionale sul territorio e formare il personale, perché sia in grado di cogliere i segnali di violenza e intervenire». Ci sarà anche un osservatorio ad hoc. Per la Lombardia, va detto, si tratta di proseguire un percorso iniziato nel 2012 e che ha già visto uno stanziamento di un milione e duecentomila euro, tra fondi statali e regionali. «Andremo nelle scuole, ci confronteremo con gli avvocati, bisogna formare e informare». A ottobre, tanto per dire, la regione e l’ordine degli avvocati hanno firmato un protocollo che coinvolge qualcosa come 400 avvocati. E non è un caso se insistiamo con le cifre. Di solito è la sinistra che si appunta medaglie. Che si erge a paladina delle donne. Che si indigna per tutto, pure per gli spot sexy piazzati sui manifesti del tram, e poi lascia correre su quattro falli di marmo esibiti nei giardini pubblici di corso Indipendenza «ma non lo sai che è arte?». Stavolta la sinistra non ha toccato palla. Non è arrivata. È la regione del centrodestra tanto inviso a Renzi che ha battagliato per i diritti delle donne. Che è arrivata prima. Che ha battuto la Toscana e pure la rossa Emilia. Qualcuno lo riconosca. E se lo appunti, a mo’ di promemoria.

di Simona Bertuzzi

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