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Dietro le quinte

Alessandro Sallusti sindaco di Milano, i dubbi di Giovanni Toti e dei "moderati" di Forza Italia

Alessandro Sallusti

Roma e Milano. Giorgia Meloni e Alessandro Sallusti. La corsa al voto nelle due città è iniziata e il centrodestra spinge i suoi possibili. Il direttore de Il Giornale è l'uomo sul quale Silvio Berlusconi e Lega Nord vorrebbero puntare per il capoluogo meneghino. Matteo Salvini infatti si è sbilanciato a favore di Sallusti: "A me piace come persona e professionista, è uno dei possibili nomi. E, se fosse lui,io sarei ben contento. Se è lui noi ci siamo". E alcune conferme arriverebbero anche dallo stesso direttore, che ai microfoni di Radio 105 ha detto: "Mi fanno onore queste voci: fare il sindaco di Milano però non è una professione che piace o non piace, è una possibilità importante, seria e come tale va valutata. Per cui l'unica cosa vera di quello che è stato detto e  scritto è che è iniziato un percorso di verifica di condizioni. Ora, se l'offerta che mi è stata fatta superasse questo percorso di verifica, vedremo cosa fare: insomma, se sono rose fioriranno, però al momento non c'è nessuna candidatura, ma solo un'ipotesi di lavoro". Il nome era nell'aria già da un po' e anche Berlusconi stava valutando da tempo questa ipotesi, sondando il terreno con qualche telefonata "esplorativa"e parlandone, appunto, con Salvini e con la Meloni. 

Diffidenti - L'idea che il centrodestra possa presentarsi al voto nelle due principali città con la leader di Fratelli d'Italia e con un personaggio "prestato" alla politica, però, non mette d'accordo tutti. Secondo quanto riportato dal Corriere dell SeraGiovanni Toti infatti non sarebbe concorde con i suoi alleati di centrodestra, e al contrario spingerebbe per una candidatura che possa essere "la più inclusiva possibile per tutta l'area del centrodestra, e che permetta al primo o al secondo turno la convergenza dei centristi". Il big di Forza Italia, insomma, teme che il nome di Sallusti possa creare troppe spaccature nell'elettorato. E con la posizioni di Toti, sempre più influente in Forza Italia, sarebbero d'accordo anche altri esponenti dell'area moderata del partito, da Paolo Romani ad Antonio Tajani. Ma alla fine a decidere, con assoluta probabilità, sarà Berlusconi, perché come ha detto in collegamento telefonico alludendo al Ruby Ter, nel corso di una manifestazione di Forza Italia, non smetterà di guidare Forza Italia nonostante "abbia appena subito dalla magistratura il 66esimo attacco in 21 anni di vita politica". 

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Commenti all'articolo

  • La cugina di Gheddafi

    01 Febbraio 2016 - 11:11

    purtroppo nosferatu ha un grande oppositore interno, vale a dire la garnero in santanchè che non avrebbe più chi le spolvera la casa

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