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Sette assessori mollano Pisapia. Pronto l'appoggio a Sala

Sette assessori mollano Pisapia. Pronto l'appoggio a Sala

Sette assessori mollano Giuliano Pisapia e preparano l’appoggio al commissario Expo Giuseppe Sala, il candidato appoggiato nella sua corsa dal premier Pd Matteo Renzi. Nella pattuglia ci sono sostenitori della prima ora del manager, come l’assessore ai Trasporti Pierfrancesco Maran e la titolare dei Lavori pubblici Carmela Rozza, e c’è il democratico Marco Granelli. Ma nella fronda anti-Pisapia - ed è questo il dato politico più importante - ci sono soprattutto gli assessori «arancioni» che in questi anni sono stati più vicini all’inner circle del sindaco di Milano: l’assessore al Commercio Franco D’Alfonso, punto di riferimento dei comitati civici; la vendoliana Cristina Tajani, ex Cgil ma lodata anche dai renziani per le politiche sul lavoro; l’ex Sel Daniela Benelli e la (ex) fedelissima Chiara Bisconti. «Siamo pronti ad ascoltare la proposta di Sala» dicono i sette. La vicesindaco Balzani, indicata da Pisapia come figura in grado di garantire la «continuità» con l’operato della giunta di centrosinistra, resta isolata: benedetta dal primo cittadino ma senza sponde in giunta. Il terzo incomodo, l’assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino, incassa al momento il sostegno del titolare della Cultura Filippo Del Corno mentre gli ultimi due assessori (Balducci e Cappelli) mantengono il loro profilo «tecnico» e decidono di non schierarsi. La fronda pro-Sala potrebbe incontrare il commissario Expo nel fine settimana per ascoltare il suo progetto, mentre mercoledì prossimo, al circolo De Amicis, è in programma una iniziativa politica che potrebbe sancire definitivamente lo strappo con il sindaco. La continuità tanto invocata da Pisapia, nei fatti, a meno di due mesi dalle primarie non esiste più. L’uscita allo scoperto della fronda, nei fatti, rappresenta un altro segnale atteso dal comissario Expo prima di ufficializzare la sua discesa in campo (che avverrà non prima del 31 dicembre, data nel quale terminerà il rapporto con la società Expo). Dopo l’anticipo delle primarie al 7 febbraio - con il Pd che ha accorciato la corsa della Balzani e scartato l’ipotesi del 28 febbraio caldeggiata da Pisapia - ecco lo strappo degli assessori.
Il sindaco, in ogni caso, prosegue nel suo sostegno alla Balzani. Chi è vicino al primo cittadino sottolinea come l’appoggio a Sala della maggioranza della giunta fosse già trapelato da giorni. Le dichiarazioni pubbliche, insomma, non farebbero altro che ufficializzare il solco. Ieri, intanto, il leader di Sel Nichi Vendola ha rinnovato la richiesta a Pisapia di schierarsi con un suo candidato in funzione anti-Renzi: «Giuliano Pisapia è un attore importante soprattutto a Milano. E direi che se a Milano nelle primarie dovesse configurarsi una contesa tra il rappresentante di Renzi, cioè del partito della nazione, e il rappresentante di una possibile continuità con il laboratorio di Pisapia, la partita potrebbe diventare interessante a condizione che Giuliano Pisapia non faccia l’arbitro, scenda in campo come abbiamo fatto noi con lui». Parole che rappresentano un segnale anche ai rappresentanti milanesi di Sel: anziché insistere con il sostegno a Majorino, converrebbe puntare sul cavallo di Pisapia, quello che davvero - secondo Vendola - potrebbe impensierire la corsa del commissario Expo Giuseppe Sala. L’ala milanese di Sel, in ogni caso, attende l’ufficialità della discesa in campo della Balzani. Poi, cominceranno le trattative con i due contendenti. Obiettivo: arrivare a un solo candidato anti-Renzi.

di MASSIMO COSTA

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