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L'analisi

Pisapia, il fantasma: il sindaco è scomparso (per mero calcolo)

Pisapia, il fantasma: il sindaco è scomparso (per mero calcolo)

Come in una ghost story di Henry James, Giuliano Pisapia è oggi un’entità in autodissolvimento. Da quando all’orizzonte del Pd è spuntato il Sala, del sindaco in carica a Palazzo Marino si hanno a malapena bagliori d’ologramma, lezzi di programma, tracce organiche sparse que e là.

In Comune è un casino. Come direbbe Renzi «abbiamo fatto tutto, mancano i decreti attuativi». Ecco. Se consideriamo: l’approvazione del bilancio di previsione (sul quale l’opposizione, De Corato in primis, chiederà un’inversione di rotta nel welfare), le dieci delibere urgenti, le quattro proposte di delibera, le cinquecento mozioni, la questione Leoncavallo finita nell’oblio; se consideriamo, appunto, tutta questa paralisi istituzionale, be’, davvero bisognerebbe far entrare in vigore il decreto attuativo sulla ricomparsa di Pisapia medesimo.

Da che s’è candidato Sala, il buon Giuliano non ne ha azzeccata una: la delibera (non passata) degli scali ferroviari, la proposta (irrealizzata) della Balzani come capolista degli arancioni, il fallimento del bando moschee. In quest’ultimo caso, giusto ieri, il responsabile cultura del Pd milanese, Daniele Nahum ha infierito offrendo le priorità al futuro sindaco: «Fare una moschea a Milano ma scegliendo un interlocutore direttamente, annullando il bando e senza farne altri». Come dire: Pisapia, qui, ha sbagliato tutto. E da Pisapia - ovvio- nulla. Nessuna reazione. È scomparso nei post su Facebook. Della sua presenza sempre più timida, fumosa, rarefatta, la gente ha un’ultima immagine, di circa una settimanella fa: il sindaco che litiga con gli abitanti del quartiere Adriano che volevano i propri giardini intitolati a Vianello & Mondaini, e invece il Comune li ha dedicati a Franca Rame.

Che non è, ammettiamolo, l’approvazione del piano regolatore... Che fine ha fatto Pisapia? Due sono le teorie che avvolgono il nostro missing in action. La prima è quella, appunto, dell’autodissolvimento per inerzia letteraria. La seconda è quella legata al calcolo politico. Stando ai sondaggi, infatti, il candidato Parisi sta rimontando sul candidato Sala; e se Sala - mai amato da Pisapia, che sostennne la Balzani - putacaso perdesse, l’onda d’urto coinvolgerebbe tutti i sostenitori. Un’ecatombe. Che, evidentemente, non riguarderebbe spettri e/o ologrammi...

di Francesco Specchia

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Commenti all'articolo

  • insorgi

    28 Marzo 2016 - 16:04

    @Marco Antonelli.- Macario era un grande artista, Pisapia invece: Un grande sfascistaaaaaa é.

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