Cerca

Anniversari

Nube a Milano: flash mob per i 30 anni della strage di Chernobyl

Nube a Milano: flash mob per i 30 anni della strage di  Chernobyl

Era il 26 aprile del 1986: nella  centrale nucleare V.I. Lenin,  in Ucraina settentrionale (all'epoca parte dell'URSS), 16 km a sud del confine con la Bielorussia: una nuvola di materiale radioattivo fuoriuscì dal reattore e ricadde su vaste aree intorno alla centrale, contaminandole pesantemente e rendendo necessaria l'evacuazione e il reinsediamento in altre zone di circa 336.000 persone. Nubi radioattive raggiunsero anche l'Europa orientale. Secondo un rapporto Onu, furono 65 i morti accertati e più di 4000 casi di tumore della tiroide fra quelli che avevano fra 0 e 18 anni al tempo del disastro, larga parte dei quali probabilmente attribuibili alle radiazioni. 

In occasione del trentennale della tragedia di Chernobyl, un gruppo di Associazioni attive sul territorio Lombardo ed Emiliano, si sono unite per ricordare e far conoscere l’incidente nucleare più disastroso di sempre.

Domani (sabato 23 aprile) in Piazza Duomo a Milano, le Associazioni Chernobyl Lombardia (Comitati di: Carugate, Casalpusterlengo, Gessate, Lodi, Mariano Comense, Maranello/Fiorano/Formigine, Pavia, Pioltello, Verano Brianza, Vimercate) in collaborazione con Legambiente Lombardia e Verso Est Onlus, organizzano l’evento “30 SECONDI PER 30 ANNI” in ricordo delle vittime e degli eroi silenziosi di Cernobyl. 
 
 
Il flash mob avrà inizio alle 15.00 con una nube grigia di palloncini che si librerà in cielo e tanti “liquidatori” che cercheranno disperatamente di domarla. Una sirena suonerà per 30 secondi per annunciare la tragedia e ricordare chi sacrificò la sua vita per spegnere l’incendio e arginare le radiazioni. 

 
Le Associazioni promotrici dell’evento, sono nate con lo scopo di accogliere ogni anno gruppi di minori provenienti dalle zone contaminate dalla nube tossica. Un vero e proprio soggiorno terapeutico di un mese, che permette a queste piccole vittime di depurare il loro organismo dalle sostanze radioattive ancora oggi presenti nel cibo e nell’acqua che quotidianamente assumono. 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog