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L'evento

A Milano non perdetevi il luna park dei grandi chef

A Milano non perdetevi il luna park dei grandi chef

I festival culinari sono una delle «invenzioni» della contemporaneità più apprezzabili: sono veri e propri luna park per adulti. È sacrosanto, anche l’adulto ha diritto di «giocare». Tali appuntamenti, in più, pongono l’appassionato di cibo a stretto contatto con le novità sul tema e con gli chef. Pensavamo questo quando, all’inaugurazione di «Taste of Milano 2016», sentivamo Ernst Knam spiegare ai partecipanti alla cooking class nello spazio Electrolux Taste Bakery - il primo che si incontra - come «pfocedere pef fealizzare questa pafta fvolla». E riflettevamo, sorridendo ammirate, sull’instancabile entusiasmo di questo guru teutonico della pasticceria che ormai, giustamente, sta a Milano come la Madonnina sul Duomo.

Non abbiamo dubbi che quella carica sarà tale ad ogni appuntamento (oggi sei sessioni, le prime tre dalle 12,30, le ultime tre dalle 19, idem domani). Prima di procedere oltre lo spazio Electrolux e tuffarsi nel Taste, conviene caricare di ducati la tessera microchip che vi daranno all’ingresso. Il Taste è un regno, del gusto, dunque ha la sua moneta (1 ducato = 1 euro). Non ne servono molte per assaggiare le bontà dei microristoranti. Sono nove, ognuno in mano ad uno chef stellato, in una «guerra» pacifica che al massimo lascerà stecchiti per sublimità dell’ingurgitato. C’è Roberto Conti del Trussardi alla Scala col canederlo di gambero e pastrami (7 ducati) o lo spago cacio e pepe e ricci di mare (10 ducati), Andrea Asoli del Rubacuori by Venissa, il ristorante dell’Hotel Château Monfort bello e perfetto come l’albergo.

Di Asoli consigliamo la milanese di ossobuco con salsa gremolada (7 ducati), ma c’è davvero da assaggiare tutto di tutti, anche perché gli altri sono Angelo Troiani del Convivio Troiani, Wicky Priyan del Wicky’s, Andrea Berton del Ristorante Berton, Andrea Provenzani del Liberty (imperdibili i mondeghili al pesto con tartufo), Luigi Taglienti del Lume, Roberto Di Pinto del Bulgari Hotel (consigliamo il risotto Milano - Napoli) e Alessandro Buffolino dell’Acanto dell’Hotel Principe di Savoia. Infine, c’è il Charity Restaurant, per mangiare piatti di Filippo La Mantia, Claudio Sadler, Norbert Niederkofler ed Ernst Knam - i proventi saranno devoluti a Banco Alimentare, Children in Crisis, Azione Fame. Sarebbe già abbastanza per dare un dieci all’evento che resterà aperto fino a domani sera alle 24 al The Mall, lo spazio di Piazza Lina Bo Bardi che sia benedetto chi lo ha realizzato, giacché ospita solo grandi happening. E, invece, c’è ancora da plaudere il Wine Bar per la selezione spettacolare e perché chiama champagne e spumanti “spumeggianti” e non “bollicine”. O lo stand Moutai, dove assaggiare il prezioso distillato cinese e comperarlo col non indifferente sconto Taste, o quello della Cucina di Carnia, dove sbocconcellare il Fricburger, il burger di frico friulano servito con gamberi e crema di funghi porcini. Ancora, lo stand Bambùbio, per scoprire formaggi con bambù e tisane di bambù, e lo stand Fingerlime, nel quale provare il caviale di limone. Noto, finora, quasi solo nei ristoranti stellati, lo abbiamo mangiato: ne stravale la pena. Raccomandiamo, infine, un salto allo stand Lione Turismo, dove farsi anche una polaroid con Paul Bocuse, il lionese papà anzi Papa della cucina contemporanea. Purtroppo Paul non è in carne ed ossa, ma in forma di statua. Indossate la giacca e il cappello da chef a disposizione, come abbiamo fatto noi. O si gioca divertendosi o non si gioca proprio, no?

di Gemma Gaetani

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