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Il confronto

Poster e volantini, solo i grillini aumentano le spese

Beppe Grillo

In confronto alla sfida per il 2011, è un crollo verticale. Letizia Moratti aveva speso tra la sua lista e i partiti quasi 11,6 milioni per la sua campagna elettorale; adesso i due principali competitor non sforeranno il tetto di un milione (anzi, Mr Expo dovrebbe spendere sugli 800mila euro).

Il budget delle spese elettorale delle liste, depositato a Palazzo Marino come prescrive la legge, racconta di una campagna all’insegna dell’austerity. In testa c’è Forza Italia, con un preventivo di 454mila euro dove le voci principali sono i manifesti (100mila euro) e la stampa del materiale elettorale (150mila euro). Cinque anni fa, però, l’allora Pdl aveva investito 3 milioni di euro. Al secondo posto in classifica c’è la lista Milano Popolare, che schiera Maurizio Lupi come capolista di Milano popolare. Tra volantini, poster, striscioni ed eventi, la lista di centrodestra conta di spendere 360mila euro: l’investimento è motivato dalla necessità di far conoscere il nuovo simbolo elettorale, che a Milano ha mandato in soffitta l’Ncd. Il terzo posto se lo contendono la lista Parisi (205mila euro) e il Partito Democratico (200mila euro). I dem, primo partito del centrosinistra alle ultime comunali, nel 2011 avevano speso un terzo in più (300mila euro).

Scende anche la Lega Nord, che cinque anni fa aveva investito 350mila euro (arrivando alle soglie del 9%) mentre oggi si ferma a un budget di 100mila euro. Salvini punta ormai da anni su internet, ma è evidente il crollo bipartisan dei fondi a disposizione dei partiti. A sinistra, dietro il Pd, c’è un testa a testa tra gli arancioni di «SinistraxMilano» e la lista civica di Beppe Sala: la costola di Sel sponsorizzata da Giuliano Pisapia, che ieri ha annunciato il suo endorsement in consiglio comunale per il braccio destro Paolo Limonta, spenderà 52mila euro: di questi 25mila per i manifesti, 10mila euro per le spese postali e 3mila per la propaganda su internet. «Noi, Milano», la lista di Mister Expo, conta di sborsare 51mila euro. Diecimila euro in più dell’Italia dei Valori, quarta lista a sostegno del cavallo di Renzi.

I più «poveri», tra i budget dei partiti di centrodestra, sono quelli di Fratelli d’Italia (14mila euro) e Pensionati (4mila). In controtendenza il MoVimento Cinquestelle: nel 2011, al loro esordio a Milano, avevano investito solo 7mila euro. Oggi salgono a quota 25mila euro: 5mila di manifesti, 8mila euro per la presentazione del programma, 2mila euro per l’affitto dei locali, 4mila euro per i collaboratori, mille euro per i gazebo. Stessa cifra per la lista Milano in Comune di Basilio Rizzo.

Tra gli outsider, i radicali spenderanno 30mila euro. La lista NoixMilano di Nicolò Mardegan, invece, ha presentato un preventivo di spesa di 20mila euro (da sommare al budget del candidato sindaco di 45mila euro).

Alternativa municipale per Luigi Santambrogio, tra manifesti e volantini, scucirà 29mila euro. Chiudono la classifica le liste del Partito comunista dei lavoratori (2.250 euro) e l’unica donna in corsa per la poltrona di sindaco: La lista Fuxia People, a sostegno di Maria Teresa Baldini, ha presentato un budget di 2mila euro, di cui mille per i manifesti elettorali.

di Massimo Costa

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