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C'è vita oltre il sushi: i migliori 4 ristoranti "veramente" giapponesi a Milano

C'è vita oltre il sushi: i migliori 4 ristoranti "veramente" giapponesi a Milano

Esiste un Giappone reale. Poi - rubiamo un concetto a Matteo Renzi - c’è il Giappone «percepito». Il Giappone percepito è fatto di sushi (bocconi di riso e pesce crudo) e sashimi (pesce crudo). Spesso sono di pessima qualità, preparati serialmente in uno dei tanti (troppi) ristoranti giapponesi con formula «all you can eat». La maggior parte sono ex ristoranti cinesi che hanno sopperito al declino della precedente moda, strafogarsi mandarino a basso costo, trasformandosi in simil-giapponesi. Sushi e sashimi fatti come si deve - dichiariamolo - sono piatti giapponesi da orgasmo, e ci sono perfino chef italiani che se ne sono innamorati al punto di realizzare la loro prelibata versione mescolata con l’italianità.

Come Chef Alex, originario del Lago Maggiore, che nel suo splendido Kitchen Society (Via Gerolamo Chizzolini, 2) impiatta decine di originali leccornie di sushi italiano, come il sashimi di tonno scottato al pistacchio o il Tonno Caprese, sushi di tonno con bufala, pomodori, pesto di olive. Dopo un’imprescindibile tappa dal brillante Kitchen Society, cosa può fare il curioso della cucina giapponese oltre il sushi? Proseguire la passeggiata in quello che definiremo «il triangolo meneghino del Giappone oltre il sushi».
Izakaya Sampei è nato per esportare «qualcosa che esiste solo in Giappone e metterlo a disposizione del mondo occidentale». L’izakaya è la classica trattoria nipponica, Sampei è il ragazzo pescatore creato da Takao Yaguchi nell’omonimo fumetto manga. Situato dietro il Duomo (Corso Vittorio Emanuele 24/28), il locale è ripartito su due piani, entrambi con cucina a vista e, al piano superiore, ha anche il dehors. Tra gli antipasti, segnaliamo i rari - in Italia - takoyaki, polpette di polpo servite con scaglie di katsuobushi, il panetto di pesce fermentato, affumicato ed essiccato. Sono una certezza del cibo di strada giapponese, così tipiche che esiste anche l’apposita padella in ghisa con fondo a palle per farle, e sono squisite. Il sashimi - che Izakaya comunque serve - è anche di unami, l’anguilla, in Giappone mangiatissima, e di quioto, il pesce burro. Izakaya propone all you can eat occasionale (lo annuncia su Facebook) ma disciplinato alla giapponese, cioè si ordina con senno. Vi è anche carne: shogayaki don e katsu don (maiale) e teriyaki don (pollo).

Poco lontano, in Via Santa Radegonda 16, c’è Musubi. Ristorante take away dove mangiare in piedi. Oltre ai mitici onigiri (triangoli di riso ripieni) segnaliamo i gyoza, sorta di giappo-tortelli; gli ochazuke, polpette di riso caldo con tè e dashi; e poi kake udon, pasta di frumento in brodo. Di pasta giapponese sono ricchi anche Izakaya Sampei e WellKome (Via Bezzecca 1). Delizioso spazio con cucina a vista, WellKome nasce dal desiderio della famiglia Morimoto - che da 30 anni vive in Italia e commercia - di creare un ponte tra il nostro Paese e il Giappone. Decine di manga a disposizione mentre si attendono i piatti, questo ristorante è aperto dalle 11:30 e vi si può fare colazione con l’ogura toast, cioè pane e anko (marmellata di fagioli rossi). Qui il sushi esiste solo nei corsi di cucina che i proprietari organizzano, il menu è tipico di Nagoya e il suo forte sono udon e poi soba, la pasta di grano saraceno servita in brodo. O con brodo a parte, anche freddo, quindi perfetto per la canicola che sta arrivando. Poi tempura soba (verdure o pesce fritti in pastella), curry soba, il curry giapponese. Ne conoscevate l’esistenza?

di Gemma Gaetani

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