Cerca

Sinistra tra due fuochi

I Ds si costituiscono parte civile e scaricano Penati, ma lui avverte: "Scelta ipocrita e autolesionista"

L'ex-presidente della provincia di Milano è indagato per corruzione e concussione. E tra i testimoni che deporranno a suo favore c'è D'Alema...

Filippo Penati

Se non è un avvertimento poco ci manca. Parliamo dell'intervista rilasciata al Corriere di oggi, mercoledì 15 maggio, da Filippo Penati ai dirigenti del Pd. L'ex-braccio destro di Pierluigi Bersani è indagato a Milano nell'ambito dell'inchiesta sul cosiddetto "Sistema Sesto", con l'accusa di corruzione e concussione. I Ds, ancora in vita come soggetto giuridico, si sono costituiti parte civile nel processo contro Penati, nei cui confronti, dopo averlo ripudiato facendolo dimettere da qualsaisi carica di partito, avanzeranno inoltre una richiesta di risarcimento danni nel cado Penati venga condannato. 

La pugnalata - Una presa di posizione, quella del suo ex-partito, che a Penato non è proprio andata giù. Secondo Penati, "la richiesta di costituirsi parte civile risponde a logiche diverse da quelle legali in quanto non ci sono ragioni vere negli atti processuali". L'ex-presidente della provincia di Milano è a dir poco furioso con i suoi ex-compagni: "Non mi sento tradito proprio perché rivendico l'appartenenza alla mia storia e non c'è nessuno in grado di poter decidere se devo stare dentro o meno quella storia prima che ci sia il processo. Certo, sono molto amareggiato", dichiara Penati. 

E D'Alema lo difende - Si sente abbandonato, deluso da coloro che lo hanno scaricato come un appestato dopo un'appartenenza comune di decenni e lancia un avvertimento: "Sarebbe stato giusto che anche i Ds si fossero attenuti a questa linea, riservandosi azioni solo e soltanto dopo un'eventuale condanna anziché promuovere un'azione che nella sostanza, al di là delle volontà, è a sostegno della tesi accusatoria". Poi rincara la dose: "Trovo la scelta in anticipo rispetto all'esito del mio processo francamente autolesionista e un po' ipocrita". Tra i paradossi della vicenda che vede coinvolto l'ex-capo segreteria di Bersani, ce ne uno particolarmente curioso: il fatto cioè che Massimo D'Alema sia stato chiamato come testimone della difesa. Da una parte, cioè, i Ds si costituiscono parte civile contro Penati, dall'altro il Lidex Maximo, capo indiscusso dei Ds fino al loro scioglimento, testimonia a suo favore. 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • brunobeard

    15 Maggio 2013 - 20:08

    Ma Penati non lo sa che per molto meno i maestri dei suoi capi, uno come lui lo mandavano in un gulag dopo averlo processato e riconosciuto infermo di mente?

    Report

    Rispondi

  • sparviero

    15 Maggio 2013 - 19:07

    siamo sempre in attesa di notizie della banca MPS. Chissà, forse Penati ne sa qualcosa...Dopo ci pensa la Boccassini a livellare il tutto.

    Report

    Rispondi

  • orconero

    15 Maggio 2013 - 18:06

    Dai pippo, trascinali tutti nel baratro, affogali, di la verita', i soldi li arraffavi per darli all'infame partito di ladri di cui fai parte, gestito da fassino, dalema, bersani, gran capi del furto di stato. Altro che craxi, questi sono professionisti.

    Report

    Rispondi

  • maledizione

    15 Maggio 2013 - 18:06

    Non temete è il gioco delle parti, penati non rinuncerà alla prescrizione, la magistratura non crederà ai concussi e lui non parlerà coprendo i caporioni in stile mafioso alla greganti.E' coperto dalla magistratura rossa che al massimo lo condannerà ad una penuccia coperta da indulto e ci verranno a dire: visto che bravi e giusti siamo!!!Marameo che vadano a fottersi tutti, luridi ladri ipocriti!!!

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog