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Licenziato e solo, si suicida

Ma chiede di donare il cuore

Licenziato e solo, si suicida

Una vita fatta letteralmente a pezzi. Anni fa il divorzio dalla moglie con un figlio a carico, quindi la perdita del lavoro e la frustrazione di non riuscire a trovarne un altro, infine l'avvio – a breve -  di una causa di sfratto perché non riusciva a pagare l'affitto. Impossibile, per Oliviero B, 63 anni, di Milano, uscire da questo dramma se non con i nervi a pezzi. E la maturazione di una tragica scelta: il suicidio. Senza tuttavia scordarsi di chi, forse, stava anche peggio di lui, almeno dal punto di vista della salute. Così ieri l’uomo si è tolto la vita, buttandosi dal terrazzo all'ultimo piano dello stabile in cui viveva in via Velletri 1 a Milano. Ha preso uno sgabello, lo ha avvicinato al parapetto, ci è salito sopra e si è lanciato. Nel suo appartamento la polizia ha trovato un biglietto, contenente la sua ultima volontà: " In caso di mio decesso desidero essere cremato se non è troppo complicato. Ps: dalle visite avrei il cuore di un ventenne, se possibile donatelo, ma non credo che lo sia. dalle visite avrei il cuore di un ventenne, se possibile donatelo, ma non credo che lo sia". Sul posto è poi giunto il fratello, che ha raccontato agli agenti del licenziamento. Depresso perché non riusciva a trovare un altro impiego, ha anche tentato invano di giocarsi gli ultimi soldi al Lotto, ha raccontato l’uomo. Oliviero B. era schivo, riservato, non voleva nemmeno che i familiari lo aiutassero. La ex moglie non lo vedeva da 18 anni.

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Commenti all'articolo

  • swiller

    09 Giugno 2009 - 19:07

    Per quest'uomo la vita potrebbe essere stata meno crudele un saluto per lui.

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