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Il gallerista fatto a pezzi per 70mila euro

Lo ha confessato l'assassino, che ha buttato il cadavere nel Naviglio

Il gallerista fatto a pezzi per 70mila euro
Lo ha strangolato, fatto a pezzi e gettato nel Naviglio in un sacco. Tutto per 70 mila euro. Matteo Chigorno, l'assassino del gallerista milanese Giovanni Schubert, ha confessato alla polizia il motivo del gesto sconsiderato.
Mercoledì sera, al termine di una lite, l'uomo ha ucciso il gallerista, poi ha fatto a pezzi il suo corpo e lo ha abbandonato in un canale vicino all'Alzaglia Naviglio pavese. Ieri, interrogato dagli uomini della Questura di Milano, ha ammesso le sue responsabilità e ha permesso di trovare il corpo della vittima e le armi, due coltelli, utilizzati per depezzarlo. Nella sua confessione ha fornito tutti i particolari del delitto d'impeto legato, secondo Chigorno, alla vendita per conto della vittima di due quadri del pittore Gudmundur Erro. Una percentuale sul guadagno che non sarebbe stata corrisposta al 36enne, il quale dopo una discussione di oltre un'ora, ha aggredito l'amico gallerista, gli ha sbattuto ripetutamente la testa contro il pavimento, poi lo ha finito con un'asta, parte di uno stendino.
L'omicidio è avvenuto tra l'appartamento e il box del 36enne, in via Donna Prassede. Ha impiegato ore, armato di due coltelli da cucina, per sezionare il corpo. Poi, lo ha abbandonato nel canale in via Gattinara. Ha impiegato l'intera notte per ripulire il box e l'appartamento, ma alcune tracce di sangue sul pavimento e su un paio di pantaloni dell'uomo, hanno fatto scattare ulteriori indagini. Di fronte alla pressione degli inquirenti ha ammesso le sue responsabilità: ha indicato dove trovare il cadavere e le due armi, trovate in un box in via Lomellina, nella disponibilità di vittima e assassino, utilizzato come magazzino anche per i quadri. Sempre nel box, insanguinato come i due coltelli, è stato trovato anche parte dello stendino. Il cellulare della vittima, sporco di sangue, era in un cestino poco distante dall'abitazione del reo confesso. A poca distanza anche la macchina del gallerista, titolare della galleria 'Arte Borgognà di via Visconti di Modrone, con cui mercoledì sera aveva raggiunto l'appartamento dell'amico con cui aveva un appuntamento. Per Chigorno si sono aperte le porte del carcere.

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