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Lombardia, 400 sindaci restituiscono la fascia

Protestano contro i tagli "continui e ingiustificati"

Lombardia, 400 sindaci restituiscono la fascia
Letizia Moratti prende in contropiede i sindaci, attivandosi per avviare un tavolo di confronto con il Ministero dell'Economia.
La Moratti, che non è scesa questa mattina in piazza a Milano assieme ai colleghi della Lombardia per protestare contro i vincoli del Patto di stabilità interno, condivide l'iniziativa, pur contestandone il metodo.
«Ho appena sentito per telefono il sindaco Moratti - ha detto Attilio Fontana, presidente di Anci Lombardia - e mi ha detto che c'è stato un contatto con il Ministero di Tremonti per iniziare a discutere dei nostri problemi. Sarà un incontro esclusivamente di Anci Lombardia, perchè gli amministratori della Lombardia sono la parte più propositiva del Paese».
Molti amministratori locali hanno contestato la scelta repentina del sindaco di Milano di non aderire ad una iniziativa che aveva contribuito ad organizzare, in particolare quelli del centrosinistra.
«La presenza di tanti sindaci oggi in piazza - ha detto Giorgio Oldrini, sindaco di Sesto San Giovanni - di diverso orientamento politico dimostra che i sindaci sono in primo luogo espressione e rappresentanti di un territorio. Chi non c'è ha voluto dimostrare solo la propria appartenenza politica. Ben vengano tutti i tavoli con il governo, purchè non si continui a prenderci in giro».

Si sono dati appuntamento per oggi 8 aprile davanti alla prefettura milanese 400 sindaci lombardi, per consegnare al Prefetto la loro fascia tricolore. La manifestazione ha come obiettivo quello di ''protestare contro i continui e ingiustificati tagli ai Comuni, che si rifletteranno inevitabilmente nei servizi ai cittadini''.
''Ho deciso di aderire a questa iniziativa che ha un forte valore simbolico - commenta Daniela Gasparini, sindaco di Cinisello Balsamo - perché la situazione in cui ci troviamo a lavorare è davvero insostenibile, dobbiamo sempre fare i conti con trasferimenti esigui e poche regole certe. Come è possibile gestire il bilancio e programmare senza sapere di quali risorse poter disporre?''.

''Oltre alla fascia che noi sindaci della Lombardia restituiremo simbolicamente, continua la Gasparini - al Prefetto presenterò il conto delle spese che il comune di Cinisello Balsamo paga per far fronte a quei servizi che dovrebbero essere garantiti dallo Stato: dalla mensa per il personale scolastico, agli affitti di caserme e tribunali, alle spese di cancelleria. Per quanto ci riguarda nel 2009 abbiamo sostenuto una spesa di circa 350 mila euro. In questi anni i Comuni hanno partecipato più di altri al risanamento della finanza pubblica, in particolare i Comuni della Lombardia hanno raggiunto obiettivi di miglioramento del deficit anche superiori a quelli dati loro e hanno una minore spesa per il personale rispetto ai Ministeri'', conclude.

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Commenti all'articolo

  • Liberovero

    08 Aprile 2010 - 15:03

    la protesta dei sindaci lombardi di cdx e di csn è la prima cassa di risonanza di un malessere che l'ANCI (Associazione Nazionale Comuni d'Italia) denuncia da anni. Con la riduzione dei trasferimenti nazionali e l'abolizione dell'ICI (era l'unica tassa federale che avevamo) anche ai più ricchi i Comuni sono alla canna del gas. Il federalismo fiscale può risolvere il problema? In astratto si ma al momento è una soluzione impossibile da realizzare per il costo che l'operazione comporta e che nè lo stato nè gli enti locali possono sopportare almeno fono a qaundo non si azzera il debito pubblico o lo si riduce al disotto del PIL di ogni singola regione. Federalismo fiscale è una bella parola ma pochi sanno (o fanno finta di non sapere) che per lasciare ad ogni songola regione le porprie entrate fiscali, tranne la quota di perequazione, è necessario che ogni singola regione si faccia carico, proquota, anche del debito pubblico nazionale. Quante regioni possono permetterselo? Meditate gente.

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  • valeria78

    08 Aprile 2010 - 11:11

    meno male che papi c'e'!!!! povera italia...

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  • AGFD

    08 Aprile 2010 - 11:11

    Nel caso qualcuno non se ne fosse accorto, questo è il primo pilastro di propaganda berlusconiana che si sbriciola. Vi avevano fatto credere che i mancati introiti dell'unica tassa federalista (l'ICI) sarebbe stata compensata da fantomatiche "riduzioni di sprechi" che è la formuletta adottata quando non si ha niente di concreto da dire. Hanno eliminato qualche festa di piazza e si sono accorti che per chiudere i buchi nelle strade e per le spese per i servizi indispensabili ci voleva ben altro che non c'è. Perciò: o disservizi o nuove tasse. Ma tanto le elezioni sono alle spalle. Passata la festa, gabbato lo santo. Prossimamente, crolleranno altri due "pilastri": l'Alitalia, in rosso ed in crescente controllo da parte dell'Air France, si, proprio quella da cui ci avrebbe salvato la cordata di amici, e la "monnezza" di Napoli, ovvero il "tale e quale" buttato senza protezione. "Catastrofe ecologica" annunciata. Il mitico inceneritore inaugurato l'anno scorso? Sorry, mai partito.

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  • romanto

    03 Aprile 2010 - 13:01

    forse non tutti sanno, e l'articolo volantariamente omette, che colui che guida i sindaci rivoltosi contro il governo è il sindaco leghista di Varese; peraltro sarebbe difficile pensare che tutti e 400 i sindaci siano di centrosinistra. per quanto riguarda la Puglia i consiglieri sono lievitati grazie ha una leggina del 2005 del rampante Fitto che mirava ha rivincere le elezioni. ciao a tutti

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