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Milano, il prof usava Facebook per sedurre le alunne

Oggi il pm ha ascoltato la testimonianza di un'intera classe dell'istituto Lagrange

Milano, il prof usava Facebook per sedurre le alunne
"Le tue foto sono bellissime, vorrei darti un bel voto, usciamo insieme sabato sera? Non per parlare di italiano o di storia ma per parlare di noi.... Capita che un insegnante si innammori di un’allieva". Questa è solo una parte della conversazione tra un docente, un professore supplente dell’istituto alberghiero Lagrange di Milano, e una ragazza maggiorenne da pochi mesi. Questa mattina il pm del capoluogo lombardo, Tiziana Siciliano, ha ascoltato le dichiarazioni di un’intera classe dell’istituto circa il supplente e il suo abuso d’ufficio e violenza privata: l’insegnate sembra abbia fatto delle proposte alle ragazze della classe attraverso il social network Facebook. Il pm aveva già sentito, e messo a verbale, le testimonianze della preside e dell’insegnante coordinatrice dell’istituto. Sul tavolo del magistrato sono così finiti gli stampati delle conversazioni avvenute in chat tra il professore che ha 40 anni ed è di origine meridionale e che era già stato sospeso dalla preside dopo le denunce delle ragazze.

L’inchiesta è molto vicina alla conclusione. Il pm nel giro di una settimana depositerà gli atti per poi chiedere il processo per il professore di italiano e storia che era stato destinatario di un avviso di garanzia al momento della perquisizione relativa tra l’altro al suo computer. In procura sottolineano il comportamento esemplare dei responsabili dell’istituto alberghiero.

Secondo quanto confermato dai testimoni al pm, l’insegnante di storia e italiano è arrivato in classe come supplente il 24 aprile e per prima cosa ha chiesto alle ragazze chi fosse già maggiorenne. Successivamente le ha contattate su Facebook, chiedendo loro l’amicizia. Non tutte hanno accettato, ma molte sì, perché non si poteva dire di no a un professore, hanno spiegato oggi al magistrato.

Il professore, secondo quanto denunciato, si è dimostrato affabile e scherzoso con tutte ma avrebbe però preso di mira una 18enne. Ed è stata proprio lei a far scattare la denuncia, stampando le conversazioni intrattenute su Facebook con l’uomo. «Dammi del tu, puoi chiamarmi anche Max», ha esordito il prof, che poi ha proseguito lodando le foto della ragazza e scrivendo spesse volte «Sono bellissime». Ha snocciolato anche svariati complimenti come «Sei davvero speciale» o «Sei una ragazza dolce e molto bella» questo fino ad arrivare a frasi più ambigue: «Mi piacerebbe metterti un bel vot
o», poco dopo seguita dall’invito «Lo sai che potremmo passare un sabato sera insieme?...».

Ma gli atteggiamenti equivoci del prof non sarebbero avvenuti solo sulla rete: le ragazze hanno raccontato che in classe venivano interrogate mentre lui ne fissava platealmente il seno e che lanciava frecciate a sfondo sessuale, invitandole a coprirsi di più. Atteggiamenti confermati anche dall’unico ragazzo che oggi ha chiesto di essere sentito, spiegando al pm che non sopportava più di veder piangere le sue compagne.  Alla fine del mese scorso, poco prima di essere sospeso dall’incarico, il docente si è reso conto che un gruppo di tre, quattro allieve aveva raccontato tutto alla preside e avrebbe dato fuori di matto, assegnando a tutte un 1 in storia. Di fronte alle conversazioni stampate da Facebook, comunque, la preside dell’istituto ha reagito tempestivamente, denunciando l'accaduto in Procura. Il professore a oggi non è mai stato interrogato, ma potrebbe esserlo a breve, quando il pm gli notificherà l'avviso di chiusura dell’inchiesta.

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Commenti all'articolo

  • Odescalchi

    08 Giugno 2010 - 18:06

    Colpito (vedi battaglia navale), ed affondato! Per due motivi: inconsapevole, ingenuo? Arrogante?Comunque indegno di insegnare al nostro futuro, ovvero i nostri figli.

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  • bimbomix

    08 Giugno 2010 - 09:09

    La sospensione è sacrosanta, ma un po' pochina. A fatti verificati propongo una selva di ceffoni , democraticamente affibbiati dal collegio docenti, dagli studenti e dai genitori. Uno solo a testa, naturalmente

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