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Milano, muore dopo parto trigemellare

Il marito ha denunciato l'episodio. Secondo l'ospedale questo non deve essere confuso con caso di malasanità

Milano, muore dopo parto trigemellare
Un’altra morte in sala parto. Questa volta è successo martedì sera a Milano, all’ospedale Buzzi. La donna, 37 anni, ha perso la vita per un’emoragia dopo aver dato alla luce, con parto cesareo, tre gemelli avuti grazie a una fecondazione assistita. I neonati stanno bene ma non conosceranno mai la loro madre.

Il marito, 40 anni, ha denunciato il caso alla polizia. Il pm Claudio Gittardi ha disposto i primi accertamenti ma il fascicolo passerà poi nelle mani del procuratore aggiunto Nicola Cerrato, capo del dipartimento che si occupa di colpe mediche.
“Per farla partorire hanno aspettato fino alla 34esima settimana, quando poteva già partorire alla 28esima. Si potevano accorgere che la sua pancia era così grande” ha commentato il padre dei tre gemelli. Da quanto si è appreso, i neonati  pesavano tra i 2,4 e i 2,9 chili ciascuno, un peso superiore a quello a cui di solito si arriva nei parti trigemellari, che varia dagli 800 grammi agli 1,8 chilogrammi. La donna aveva avuto dei problemi già a fine agosto ed era stata ricoverata al Sant'Anna di Como perché al Buzzi non erano disponibili inubatrici. La donna era poi stata trasferita a Milano dove è morta dopo il parto. Gli inquirenti dovranno valutare eventuali responsabilità dei medici e capire se l’emoragia era prevedibile.

“È stato fatto tutto il possibile e sono state messe in campo tutte le competenze disponibili” ha detto Antonio Bonaldi, direttore sanitario degli Istituti clinici di perfezionamento (Icp), a cui fa capo il Buzzi. “Si tratta di casi molto rari e per questo ancora più drammatici ma purtroppo capitano, anche in una struttura come la nostra, preparata a gestire gravidanze complesse come questa”. In ogni caso, il direttore ha detto che stanno portando avanti anche dei controlli interni.

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Commenti all'articolo

  • olly

    23 Settembre 2010 - 13:01

    veramente...non ne posso piu di sentire ogni giorno,di madri o neonati che muoiono subito dopo il parto..o peggio ancora di sentire di bimbi che per incuria dei medici..che pensano solo al loro orgoglio mentre sta nascendo un bimbo...magari rovinando la sua vita e quella dei loro genitori. Per poi sentirsi dire..che loro hanno fatto il possibile, che capita che le morti sono nella statistica. Basta..ma dov'e' finita la responsabilita'? la serieta nello svolgere un lavoro (una missione) cosi' importante? Queste sono tragedie da evitare ed evitabili.... dico questo perche' anche a me e' morto un figlio bello sano a termine..dopo soli 2gg. ma da quel momento mi e' cambiata la vita per sempre. Olly

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  • antonella

    22 Settembre 2010 - 21:09

    Non sono stupita da quanto successo c/o l'istituto clinici di perferzionamento, in quanto da 7 mesi ossia dal 05/03/2010 proprio grazie a quel maledetto ospedale sto vivendo un incubo. Mi hanno trattata come un cane. Errata diagnosi, intervento errato,mi hanno provocato un'ustione di 3 grado al capo e il giorno dopo mi hanno dimesso spaventandomi con un'altra errata diagnosi( tumore esteso al capo) che a seguito biopsia c/o altro ospedale è stata smentita trattandosi solo di un nevo congenito. Sto aspettando da 7 mesi che la mia ustione guarisca per sottopormi ad un altro intervento(ne ho già fatti altri due per rimuovere le ferite da ustione)per recuperare il danno provocato. A prescindere dall'errore medico che può anche accadere mi hanno trattato in modo disumano che non auguro a nessuno. E' immagino come possano aver sbagliato nei confronti della povera donna. Solidarietà al marito e ai piccini. Si pensa sempre che i protagonisti di queste storie siano gli altri ma è successo a me

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  • gasparotto

    22 Settembre 2010 - 20:08

    Se oggi non ti fai seguire da un ostetrico e vai in ospedale in incognito a partorire sei fritta. Gli ostetrici di turno si guardano sospetti ed ognuno pensa che quel parto sia del collega.Capita così che il primo che si adoperi, viene lasciato solo a vedersela magari, con un parto che presenta delle complicazioni.Sicuramente la donna avrà avuto una lacerazione del fornice ,cosa che capita di frequente, con una emorragia poi sottovalutata,specie se si dà fede al primo emocromo.Il primo emocromo è falsato dalla spremitura della milza che manda in circolo il suo contenuto ematico che si esaurisce in poco tempo. E' qui che vale la preparazione in semeiotica del medico: la pressione arteriosa che scende precipitosamente,il polso che diventa filiforme ,la tachicardia ed il pallore delle mucose e dei padiglioni auricolari.Cose che dovrebebro consigliare trasfusioni di sangue urgenti ed addirittura pompate,con il rianimatore che agisca senza indugi e l'emoteca a disposizione. Ho i miei dubbi

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