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Landini alle aziende: "Non imitate la Fiat"

Metalmeccanici in corteo in tutta Italia. Il segretario Fiom: "Se si segue esempio Marchionne sarà conflitto senza precedenti"

Landini alle aziende: "Non imitate la Fiat"
Sono migliaia i manifestanti che stanno sfilando per le vie di Milano, nel corteo organizzato dalla Fiom per protestare contro gli accordi di Mirafiori e per "difendere il contratto". E dal segretario generale Maurizio Landini è arrivato un altro attacco frontale alla Fiat e Sergio Marchionne.

PARLA LANDINI -
"Se gli industriali fanno quello che fa la Fiat creano un conflitto senza precedenti. Noi vogliamo fare accordi, vogliamo che le aziende funzionino e  che i diritti siano estesi". E' un Landini combattivo quello che arringa i metalmeccanici riunitisi a Milano. "Finora -sottolinea - nessuno ha detto che Marchionne fa male a fare quello che fa. Se ci sono differenze che emergano. Noi offriamo un terreno di confronto per affrontare la questione, ma - conclude - garantendo lavori e diritti". Sullo sciopero generale, Landini annuncia: "Ne stiamo discutendo con la Cgil".
 

I "SUOI" OPERAI
-
Il corteo, partito stamattina intorno alle 10.30 da Porta Venezia, si sta dirigendo verso via Larga e piazza Fontana e si concluderà con un discorso di Landini. In prima fila il segratario, che prima dell'avvio ha voluto salutare i "suoi" operai che lo hanno ringraziato: "Sei un grande, tieni duro".

GLI ALTRI MANIFESTANTI - In testa al corteo c'erano Giuliano Pisapia, candidato del Pd alle primarie per il Comune di Milano, Onorio Rosati della Camera del Lavoro di Milano, Maria Sciancati, segretario regionale della Cgil e molti esponenti della sinistra cittadina. Dopo gli operai che aprivano il corteo, c'erano anche altri lavoratori venuti a dare solidarietà alla loro causa. Tra i manifestanti anche i dipendenti della Scala, gli impiegati pubblici della scuola e in coda chiudono, molti studenti che rivendicano il loro diritto allo studio.  I Cobas invece hanno preferito organizzare un presidio davanti alla villa di Arcore.

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Commenti all'articolo

  • cicciobellissimo

    30 Gennaio 2011 - 23:11

    Voglio esprimere il mio grazie più sincero a Landini, lo dico da iscritto alla fiom e lo dico da operaio e cittadino di questa repubblica fondata sul lavoro e sopratutto nata dalla resistenza, cosa o che ormai si dimenticano tutti....la fiat la piaggio e altre grandi aziende italiane durante la ritirata dei tedeschi furono salvate dagli operai che impedirono la loro distruzione.....altro che modello innovativo, quello di marchionne è un sistema che ha radici nell800, è un sistema neofeudale di vedere i rapporti aziendali, dove i problemi degli operai sono un problema loro, quelli dell'azienda un problema di tutti, la crisi non è colpa nostra non l'abbiamo provocata noi ma siamo gli unici a pagarla... di nuovo grazie LANDINI sono con te

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  • vincenzolipera

    29 Gennaio 2011 - 13:01

    i tempi della buonanima dell'Avv. Agnelli sono finiti,allora era lo stato che finanziava tutto e faceva comodo alla industria e ai lavoratori,oggi non è così ogni industria seria deve fare i conti con la libera concorrenza e pertanto plaudo a Marchionne che vuole salvare la Fiat dal disastro,quindi Landini faccia il buon sindacalista e aiuti la Fiat a salvare i posti di lavoro e a crescere e non deve fare politica che a questo ci pensa il nostro bravissimo Presidente Silvio Berlusconi.

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  • andreew

    29 Gennaio 2011 - 07:07

    hà ragione landini: non fate come la fiat ,anzi fate come la GAMBRO azienda del settore medico di modena che ieri hà licenziato 600 persone e deciso di spostare la produzione nella ex cecoslovacchia. complimenti a chi sostiene ancora i sindacati

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  • mail.riboldigmail.com

    28 Gennaio 2011 - 20:08

    Il motivo è semplice: nel dopoguerra le aziende (in pieno boom economico) avevano bisogno dei lavoratori. Di conseguenza essi potevano avanzare nuove richieste, accrescere i loro diritti... Avevano come si suol dire il coltello dalla parte del manico. Magari mancavano di consapevolezza, e a ciò poteva rimediare efficacemente e con buona sorte il sindacato. Oggi (in piena crisi mondiale e sotto globalizzazione galoppante) le aziende non hanno bisogno di noi (italiani, occidentali in genere). Anzi... Non aspettano altro che un pretesto per sbaraccare tutto e andare a sfruttare i poveracci del terzo mondo che non gli costano niente! Quindi il coltello è ora nelle loro mani. C'è poco da fare: la legge naturale della fisica delle forze sentenzia la regressione dei diritti. I sindacati, gli scioperi e i cortei non possono nulla contro questa regola matematica. Purtroppo...

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