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La vice-Pisapia al Ramadan con il velo in via Padova

Comunità islamica di Milano a Maria Grazia Guida : "E' da 30 anni che aspettiamo questo momento. Ora le moschee"

La vice-Pisapia al Ramadan con il velo in via Padova
Tra alcune centinania di fedeli islamici in festa per la fine del mese di digiuno del Ramadan, immersa nella comunità musulmana di via Padova, spunta il vicesindaco di Milano Maria Grazia Guida. Uno scialle purpureo le copre il capo, in perfetta sintonia con le due donne arabe che, in segno di accoglienza, le porgono un mazzo di fiori. Ad accompagnarla nel tour dal sapore orientale Asfa Mohammed, il direttore della Casa della Cultura islamica di via Padova 144. Lei saluta i fedeli presenti: "Noi vogliamo rappresentare una novità basata sul dialogo e il rispetto di tutti.- Poi aggiunge -la mia presenza qui vuole significare il cambiamento d'aria in città". Lui ricambia: "Abbiamo l'onore di ricevere questa visita, dopo un'attesa di 30 anni - fa notare Asfa Mohammed - Da sempre chiediamo luoghi di culto degni e speriamo che il tempo sia ora maturo perchè si possano affermare i nostri diritti". Vento che cambia, tempi maturi, insomma, un vero e prorio idillio bucolico all'insegna del dialogo che - sottolinea la Guida - è un punto su cui "l'Amministrazione è unita, senza polemica".

"Nessuna polemica nella maggioranza" - La Guida spiega che la maggioranza è unita e coesa, del tutto priva di polemiche interne, anzi, alcune voci ci sono, ma è tutta colpa dei giornalisti: "penso che sia successo che in agosto - spiega la Guida - in qualche modo bisogna inventare delle notizie però l'amministrazione è e rimane nella linea del dialogo". Resta da capire il perchè gli altri assessori abbiano dato forfait e il vicesindaco sia rimasto solo nell'omaggiare la festa di fine Ramadan. In origine, infatti, era previsto che vari assessori partecipassero alle iniziative per la festa islamica in diversi punti della città. Invece dopo una riunione di lunedì è stato deciso che la sola Guida prendesse parte, intorno alle 10, in "risposta a un cortese invito", alla riunione di preghiera degli islamici di via Padova (centro allestito al campo sportivo di via Cambini). Nessuna malizia, la ragione è di tutto rispetto: "Impegni istituzionali" dei vari assessori, come annunciato. A pensar male del resto c'è già Abdel Shaari, il portavoce del centro islamico di viale Jenner che ha protestato: "Via Padova sì e noi, e gli altri, un bel niente. È un chiaro dispetto". Ma la Guida dialoga: "Riguardo alla polemica per la mancata presenza al Ciak presso la comunità di viale Jenner, confermo che sarà presente l'assessore alla sicurezza Marco Granelli, in rappresentanza dell'amministrazione". E si giustifica: "E' tornato da un impegno fuori città per cui non riuscivamo ad assicurarne prima la presenza". Poi ribadisce: "Non c'è nessuna polemica, è stato semplicemente un disguido di comunicazione". Riguardo invece alle critiche di Salvini e De Corato, il vicesindaco ribatte : "Non rispondo, è proprio un modo diverso di stare nella città". Che tradotto significa: "Ho ragione io e non si discute". Alla faccia del dialogo. Forse a senso unico.

La moschea a Milano -
"Non si sta parlando di moschea e neanche le comunità vogliono la moschea, chiedono un riconoscimento dei loro luoghi di culto, un luogo solo invece metterebbe a repentaglio questo mosaico di pluralità di spazi e luoghi: noi lavoreremo in questi vari ambiti". Così il vicesindaco Maria Grazia Guida ha risposto interpellata sulla creazione di una grande moschea a Milano. "Noi abbiamo condiviso ciò che è già esistente, i vari luoghi nei vari quartieri - ha spiegato Guida - aiuteremo le comunità a trovare le soluzioni badando soprattutto che siano soluzioni in sicurezza, questo è importante". Lodando le iniziative della comunità islamica insieme alle parrocchie e alla Caritas, per bambini e famiglie, Guida ha spiegato che "questa è la dimostrazione che questa è una Milano in cui si parla già di nuovi milanesi". E così la comunità musulmana ci prende gusto: "Per reclamare i nostri diritti - spiega Asfa Mohammed - anche in occasione di Expo spero che a Milano si potranno avere finalmente tante piccole moschee degne per le nostra comunità".
 

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Commenti all'articolo

  • eureka.mi

    04 Settembre 2011 - 21:09

    Questo non vuol dire dialogo ma sottomettersi al servizio dei mussulmani. Posso coprirmi il capo quando vado nei loro paesi in quanto ospite rispettosa dei loro costumi ma farlo in Italia vuol dire rinnegare le proprie radici e dare carta bianca agli stranieri. Persone che dovrebbero rappresentare l'Italia ma che dell'Italia non gliene frega nulla

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  • queer

    01 Settembre 2011 - 16:04

    inutile disperarsi per la presenza degli islamici. E' inevitabile, non si puo' tornare indietro, la sotria sta facendo il suo corso. nel 2050 i bambini stranieri supereranno quelli milanesi. Quindi che fare? costrure una società bsata sull'odio? Forse meglio prepararsi cercare d'interagire. nella nostra costituzione sono previsti luoghi di culto per tutte le religioni. E ricordo a tutti i cattolici che i primi a volere la reciproca comprensione fra cristiani e mussulmani è proprio la chiesa cattolica. Anche se io non sono cattolico e credente devo ammettere di non aver mai sentito voci ufficiali del clero scagliarsi contro i mussulmani.

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  • randagio

    01 Settembre 2011 - 01:01

    I compagni nostrani piuttosto che entrare in una chiesa si farebbero tagliare i maroni, invece per entrare in una moschea sembra che facciano a cazzotti per chi arriva primo. Mi piacerebbe vedere se tra qualche tempo le nostre femministe accetteranno di buon grado il velo. Quando si dice l'evoluzione della specie.

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  • Cesare Infedele

    31 Agosto 2011 - 16:04

    Lei è veramente la "Guida" per tutti noi...ma mi faccia il piacere. Ed adesso cosa crede, Signora, di aver concluso? Voti per lei alle prossime elezioni? Ma non ha capito che noi gli islamici immigrati non li vogliamo? A forse ho capito la Signora Guida vuol farsi mussulmana per avere più mariti....

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