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Pisapia non paga la multa eppure si lamenta dei conti

Mille cartelloni abusivi per la campagna elettorale contro la Moratti per 417.768 euro di contravvenzione. Lui fa lo gnorri

Pisapia non paga la multa eppure si lamenta dei conti
Non ha battuto Letizia Moratti solamente sul fronte delle preferenze espresse dai cittadini. Alle ultime elezioni amministrative il candidato Giuliano Pisapia ha "stracciato" il sindaco uscente anche per quel che riguarda i manifesti elettorali abusivi. E al contrario della sua sfidante si rifiuta di pagare. La ragione: "i controlli sono stati fatti male". 
Nel corso della campagna elettorale che l’ha visto opposto all’ex sindaco Moratti, Pisapia avrebbe infatti utilizzato oltre mille cartelloni elettorali abusivi, accumulando oltre 400 mila euro di multe, più precisamente 417.768 euro, emesse dalla polizia locale di Milano. Una cifra da capogiro, tanto più se confrontata con quella delle sanzioni emesse ai danni del Comitato per l’elezione della Moratti, che avrebbe utilizzato "solamente" 171 manifesti irregolari, per una sanzione di 70.452 euro.

Questo, almeno, stando alla classifica dei verbali emessi dai "ghisa" al 31 luglio 2011 pubblicata ieri dal sito Affaritaliani.it, che riprendendo i dati diffusi dai Radicali durante la trasmissione tv Forte & Chiaro, condotta da Roberto Poletti su Antenna 3, ha fatto i conti di quante violazioni hanno accumulato i singoli canditati e le relative liste che hanno preso parte all’ultima tornata elettorale. Il quadro che è emerso è tutt’altro che confortante, con un totale di 3 milioni e 511 mila euro di sanzioni ai danni dei partiti, e di 2 milioni e 575 mila euro, di cui ben 417 mila accumulati solamente dal sindaco Pisapia, ai danni dei canditati. 

"È una questione di trasparenza", ha spiegato Marco Cappato, consigliere comunale dei Radicali e promotore dell’iniziativa, "Noi rispettiamo le regole, e infatti praticamente siamo spariti dai muri di Milano". Numeri alla mano, il poco invidiabile titolo di campione milanese di affissione abusiva spetta all’ex presidente del Consiglio comunale e candidato sindaco del Terzo polo, Manfredi Palmeri. A lui, stando ai dati diffusi dai Radicali, sarebbero state comminate dalla polizia locale multe per un totale di 584.628 euro, che alla media di 412 euro di sanzione per ogni manifesto abusivo individuato, corrispondono a 1.419 cartelloni.
Secondo in classifica il sindaco Pisapia, seguito da Anton Luca Romano (255.852 euro di sanzioni), Benedetta Borsani (179.220 euro) e Marco Osnato (169.744 euro). Tra i partiti, ad accumulare il maggior importo di multe è invece stato Rifondazione Comunista (776.208 euro), che precede la Lega Nord (745.720 euro), il Partito Italia Nuova (493.454 euro), il Pdl (387.692 euro) e il Pd (380.276 euro). 

Il tutto per un totale, tra liste e singoli candidati, di 6 milioni e 86 mila euro di sanzioni, che secondo Bruno Siracusano, committente responsabile di Giuliano Pisapia, "sono frutto di un errore da parte di chi ha fatto i controlli". Una spiegazione che lascia aperte le porte a una possibile revisione dei dati, anche se Cappato dubita che si andrà a fondo sulla questione, dicendosi convinto che "come tutte le volte avviene, faranno una sanatoria per fare sì che nessuno paghi quel che invece bisogna pagare".

di Marco Ferrari

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Commenti all'articolo

  • degrel0

    16 Settembre 2011 - 15:03

    Sono fatti così!

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  • herbavoliox

    16 Settembre 2011 - 15:03

    ... o meglio dire sindaco di multe! Ha sbagliato paghi! Gli italiani morosi sono costretti a farlo, gli mandiamo la finanza a palazzo marino?

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  • lucia elena

    16 Settembre 2011 - 14:02

    il conto lo presenti a chi lo ha votato. Glielo devono; le adorazioni si pagano e così s'ha da fare.

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  • 44carlomaria

    16 Settembre 2011 - 13:01

    Smettiamola di raccontar balle. Pisapia ha le tessera falce e martello. Intoccabile. Pisapia è un arcigay. Pisapia l' è come l'oli di olia, l'è lu che porta al partì i danè, l'è l'ù l'asnun che l'ha scuresà e tutte le sciure con tanti danè van a usmà. C'è chi può, ma non tromba, e chi tromba troppo. Asvedommia

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