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Ora Serravalle finisce in svendita

Salta l'intesa tra Comune di Milano e Provincia. Tabacci: "Colpa di Podestà". La base d'asta è scesa a 145 milioni

Ora Serravalle finisce in svendita
Il Comune ha maledettamente fretta di vendere le quote Serravalle. Lo spauracchio del commissariamento è stato agitato ancora ieri dall’assessore al Bilancio Bruno Tabacci: «Abbiamo un’esigenza di chiudere entro il 31 dicembre se non vogliamo essere commissariati, siamo appesi a questa vendita». Per questo la giunta straordinaria di ieri ha dato il via libera al secondo bando di gara per il 18,7% detenuto da Palazzo Marino: la pubblicazione avverrà tra qualche settimana, probabilmente entro ottobre.

La nuova base d’asta è stata fissata a 145 milioni di euro. La cifra deriva dalla nuova valutazione fatta dall’advisor finanziario Dexia: il nuovo range proposto dalla società è fissato tra 144 e 184 milioni di euro. La giunta ha scelto, come nella prima gara (allora la valutazione era tra 170 e 201), il valore più basso. Questo, secondo l’assessore mantovano, si è reso necessario anche «perché la Provincia non ha dato seguito alla promessa di modifica dello statuto di Serravalle». Attualmente è Palazzo Isimbardi a concedere, sua sponte, un posto nel cda al Comune. Un eventuale socio privato - ragiona Tabacci - dovrebbe essere nelle condizioni di avere per regolamento una poltrona nella cabina di regia. Da qui la colpa scaricata su Podestà: «Dovrà scendere da cavallo, visto che deve sostenere investimenti per 8 miliardi di euro per le sue tre partecipate e dovrà quindi fare un aumento di capitale da 400 milioni di euro. Se avessero ascoltato le mie umili proposte - ovvero la Newco prima e lo scambio di azioni dopo, ha spiegato Tabacci - avremmo trovato le soluzioni».
Dalla Provincia la risposta del presidente Guido Podestà è secca: «Tabacci se la prenda con con la Giunta Penati, che, violando nel 2005 il patto di sindacato con Palazzo Marino, acquistò per 240 milioni di euro il 15% ceduto dal Gruppo Gavio». Cosa che, oltre ad avere i ben noti strascichi giudiziari, ha comportato «il deprezzamento della quota del Comune da parte della precedente amministrazione provinciale». Dagli uffici provinciali ricordano a Pisapia e soci che «sapevano molto bene che l’operazione avrebbe impiegato tra i 2 e i 3 mesi: occorre la delibera di giunta, il passaggio in Consiglio, e poi l’approvazione da parte delle assemblee dei soci di Asam e Serravalle». La collaborazione con il Comune continua ma, avverte Podestà, a patto che «non venga avvelenata dall’arroganza»

Collegata alla mancata vendita delle quote nella società autostradale è la delibera di salvaguardia di bilancio approvata sempre ieri, e che deve essere approvata dal Consiglio entro la fine del mese. La “manovrina” da 54 milioni (dopo quella estiva da 20) che mette un freno a qualsiasi spesa - tranne quelle obbligatorie -: sospesi i pagamenti ai fornitori, a rischio le agevolazioni sul ticket dei mezzi pubblici per gli over 65. Il 70% della vendita di Serravalle coprirebbe le spese correnti, «ma sarà l’ultima volta, non faremo più come la Moratti» ha promesso Tabacci.

Un antipasto rispetto al maxi proveddimento previsto per il 2012 che - nelle stime di Tabacci - peserà «450 milioni, circa il 20% del totale del bilancio che si aggira sui 2.5 miliardi di euro». Una finanziaria vera e propria che l’assessore accompagnerà «con la conclusione della spendig review» tanto declamata.
Su Serravalle è arrivato l’attacco della minoranza. In particolare a non andare giù al Pdl, è l’interessamento del fondo F2i di Vito Gamberale: «Tutte le proposte fatte da Tabacci alla Provincia - ha attaccato il capogruppo Carlo Masseroli - sono evidentemente finte, per tirare con sè F2i, con cui sta trattando da qualche mese». E il consigliare Giulio Gallera promette che «se alla fine, o con questa gara al ribasso, o con una trattativa privata successiva, Gamberale dovesse spuntarla, chiederò l’intervento della Procura». Sul punto Tabacci ha preferito sorvolare, negando di essere a conoscenza dell’interessamento del gruppo. Anche se molti confermano una serie di incontri.

di Edoardo Cavadini

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Commenti all'articolo

  • teomondo scrofalo

    29 Settembre 2011 - 13:01

    La vendita l'avrebbe dovuta fare l'allora sindaco Albertini, ma fu intimidito dalla Lega e cedette al ricatto.

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