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San Raffaele: 1,5 mln di debiti Procura chiede il fallimento

I pm di Milano: "Azione finalizzata ad arrestare ulteriori dissipazioni patrimoniali". Cda: "In atto il piano di risanamento"

San Raffaele: 1,5 mln di debiti Procura chiede il fallimento
La procura di Milano ha chiesto il fallimento della Fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor gravato da 1,5 miliardi di debiti. L'istanza, presentata dai Pm Laura Pedio e Luigi Orsi presso il tribunale fallimentare di Milano, è stata notificata oggi, giovedì 29 settembre, ai legali rappresentanti dell'ospedale fondato da Don Luigi Verzè. L'udienza è stata fissata il 12 ottobre due giorni dopo il termine entro il quale il nuovo Cda dovrà depositare la proposta di concordato preventivo.

La nota della Procura - La richiesta di fallimento era stata già presentata alla sezione fallimentare il 23 settembre scorso ma solo oggi è stata notifica alle parti. "L'azione è innanzitutto finalizzata all'intento di arrestare ulteriori dissipazioni patrimoniali" ed è orientata "a perseguire l'interesse pubblico nella sfera del quale rientra la posizione dei soggetti a vario titolo coinvolti in questo grave default". Lo scrive il procuratore della Repubblica di Milano, Edmondo Bruti Liberati, in un comunicato stampa in relazione alla richiesta di fallimento per l'ospedale San Raffaele. "Dagli atti - continua la nota della Procura - emerge lo stato dell'insolvenza della Fondazione, dato non controverso, tanto che il consiglio di amministrazione ha pubblicamente dichiarato di voler presentare un ricorso per l'ammissione al concordato preventivo, proposito che fin'ora non risulta essersi concretato".

La risposta del cda -
Tempestiva la risposta del cda dell'ospedale. Il consiglio d'amministrazione della Fondazione San Raffaele spiega una nota: "ha preso atto del deposito dell'istanza di fallimento presso il Tribunale di Milano e conferma che il piano di risanamento sarà asseverato fra poco più di 10 giorni, entro il termine del 10 ottobre, nel pieno rispetto del doveroso spirito di collaborazione instaurato con l'autorità giudiziaria".


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Commenti all'articolo

  • mariannadescalzi

    30 Settembre 2011 - 09:09

    Colpa dei giudici comunisti che hanno evirato il buon Cesare Previti; altrimenti come tutte le aziende d zio silviuccio di certo una soluzione l'avrebbero trovata, a cominciare da un bel falso in bilancio

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  • emilioq

    30 Settembre 2011 - 08:08

    Come in qualsiasi altra azienda quando lo staff dirigenziale non funziona va cacciato e sostituito, ma , si sa, quando c'è di mezzo la politica, tutto diventa impossibile!!!!!!!!!

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