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Caos a San Paolo

Mondiali, Brasile: a rischio la cerimonia di inaugurazione

Mondiali, Brasile: a rischio la cerimonia di inaugurazione

Caos Mondiale, tra scontri tra manifestanti e forze dell'ordine e diverse manifestazioni contro il governo in Brasile. A due giorni dall'inaugurazione della kermesse calcistica, i dipendenti della metro di San Paolo hanno deciso di sospendere lo sciopero che sta paralizzando la megalopoli brasiliana. Una interruzione temporanea: i dipendenti domani infatti decideranno se riprendere lo sciopero giovedì, proprio il giorno in cui inizieranno i mondiali di calcio. A rendere sempre più tesa la situazione nella città paulista l'ultima tragedia, avvenuta soltanto poche ore fa: un operaio è morto sul lavoro e altri due sono rimasti feriti nel crollo di una gigantesca trave in uno dei cantieri per l'ampliamento della metropolitana.

La protesta - Il presidente del sindacato dei lavoratori della metro, Altino Melo dos Prazeres, ha dichiarato: "Domani, mercoledì 11 giugno, terremo una nuova assemblea generale per decidere se scioperare giovedì. Dipenderà dal reintegro dei 42 lavoratori licenziati durante la protesta". La mobilitazione è dovuta alla richiesta di aumento salariale pari al 16,5% avanzata dai lavoratori, richiesta d'aumento poi rimodulata al 12,2 per cento. L'offerta, però, si ferma all'8,7 per cento. Ne è seguito lo sciopero dei lavoratori che ha causato gravissimi disagi al caotico traffico della capitale paulista e ai suoi 20 milioni di abitanti. Ed è proprio a San Paolo che è prevista la cerimonia d'inaugurazione del mondiale, che si terrebbe in condizioni proibitive se scioperassero i dipendenti del trasporto pubblico, tanto da far affiorare la possibilità che la cerimonia venga cancellata.

I licenziamenti - Ad avvelenare il clima, oltre alla bassa controproposta dello Stato in tema di salari, anche il licenziamento di 60 dipendenti della metropolitana di San Paolo. Lo ha spiegato il segretario dei Trasporti dello Stato paulista, Jurandir Fernandes. Emblematica la testimonianza di Bruno Everton, uno dei licenziati, ex addetto alla vendita di biglietti in una stazione della metro nonché tra i leader sindacati regionali. Everton ha spiegato di aver ricevuto ieri, lunedì 9 giugno, una lettera che lo informava del licenziamento. "E' motivo di imbarazzo che il Brasile stia privando i lavoratori dei propri diritti - ha commentato Everton -. Questo è un licenziamento illegale. Il governo cerca di provocarci, ci sta minacciando". I lavoratori, dunque, potrebbero mirare in alto, ossia a boicottare la cerimonia di apertura in programma per giovedì all'Arena Corinthias, dove è attesa la presidente Dilma Rousseff insieme a una decina di capi di Stato e di governo.

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Commenti all'articolo

  • rendagio

    12 Giugno 2014 - 20:08

    da un governo dittatoriale comunista , cosa aspettarsi ?regala milioni di Real ai paesi comapgni, CUBA-VENEZUELA_ANGOLA, mentre in Brasile dove vivo da anni tutto va in malora LULA e DILMA si sono comprati con la BOLSA FAMILHIA il voto delle masse ignoranti, con la BLOLSA MIGNOTTA le prostitude nei mondiali, mentre il cittadino non puo' avere un arma per difendersi , la criminalità no

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  • frateindovino

    10 Giugno 2014 - 14:02

    Magari andassero fino in fondo, fare boom sul mundial, sarebbe ora di far saltare questa giostra oscena chiamata calcio, non solo il mundial, non si capisce perchè costringere imprese a fallire e ripeto, costringere per pochi spiccioli e le aziende del calcio invece godere di così tanta indulgenza, che belle le domeniche con il calcio giocato e basta: tutti a casa, mazzocchi noioso in primis.

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