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Occhio al bomber

Shaqiri, lo svizzero "cosciagrossa" impossibile da abbattere

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Xeridan Shaquiri

A guardarlo sembra un sollevatore di pesi, invece è il miglior calciatore della nazionale svizzera. Xherdan Shaqiri è alto un metro e sessantanove ma il diametro delle sue cosce è 60 centimetri: uno in più di quelle di Roberto Carlos, solo quattro meno delle leggendarie gambone di Gerd Muller. Ha i polpacci grandi come meloni e la testa praticamente quadrata. Lo chiamano «Cubo magico». Per quel che riguarda il discorso «cubo», il perché è solare. Quanto al «magico» basta dire che, partendo da una casa senza riscaldamento, a 22 anni è uno dei pezzi più pregiati del calciomercato europeo. Solo per pronunciare il suo nome, bisogna mettere 20 milioni di euro sul tavolo.

Shaqiri è nato a Gnjilane, in Kosovo, ma i suoi genitori hanno avuto la prontezza mentale di emigrare e hanno anche scelto bene la destinazione: Svizzera. In terra elvetica, complice il fatto di non avere gente armata di Kalashnikov fuori dalla porta di casa, Xherdan s’impegna nel calcio e i risultati arrivano prestissimo. È ancora minorenne, nelle giovanili del Basilea, quando all’ultimo momento lo aggregano alla prima squadra per il ritiro estivo in Engadina. Ne manca uno per far numero e il mister della primavera fa il suo nome ai dirigenti: «Portatevi Shaqiri, è bravino». Tempo una settimana e dalle Dolomiti l’allenatore Thorsten Fink telefona alla sede del club: «Bravino? Qua il tappetto è il migliore di tutti». Da lì in poi sarà un crescendo inarrestabile: prima due scudetti in Svizzera, poi il trasferimento al Bayern Monaco. Adesso i genitori il riscaldamento ce l’hanno.

Altri due scudetti più una Champions, una Supercoppa europea e il Mondiale per club. Nello squadrone di Pep Guardiola Shaqiri non ha il posto fisso, ma anche giocando solo a tratti ha trovato il modo di fare sei gol e due assist nell’ultima Bundesliga. In campo sembra un toro a San Firmino. Può scontrarsi contro giocatori mezzo metro più alti, trenta chili più pesanti, contro un camion o un elefante del Circo Orfei. Può scontrarsi contro quello che vi pare. Niente, Shaqiri non casca mai in terra. Un’équipe di ricercatori del Cern di Ginevra ha dimostrato scientificamente che è troppo tarchiato per poter essere rovesciato: è l’unico uomo al mondo con quattro lati uguali. In più ha un sinistro da porto d’armi e una tecnica invidiabile.

La nazionale Svizzera è costruita attrono a lui, che oltre ad essere la stellina più sfavillante è anche il leader carismatico della colonia di giocatori d’origine kosovara-albanese che sarà la spina dorsale dei rossocrociati al Mondiale brasiliano: Shaqiri, Xhaka, Behrami, Dzemaili, Mehmedi. Il retaggio della mucca viola della Milka è andato magari un po’ perso, però adesso quando giocano gli svizzeri c’è un motivo per tenere accesa la televisione.

di Fabio Corti

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