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Buffon "Largo ai vecchi, i giovani? Deludenti"

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Buffon "Largo ai vecchi, i giovani? Deludenti"

"In vent'anni non ho mai attaccato un compagno. Fuguriamoci se avrei potuto farlo in un momento come quello". A parla e negare le tensioni tra i senatori i giovani della Nazionale azzurra è Gigi Bufffon in un'intervista al Corriere della Sera. Un'intervista a 360 gradi che spazia dai problemi all'interno dello spogliatoio a Prandelli, da Balotelli al futuro della Nazionale, senza tralasciare la sua vita sentimentale. Nega che ci siano stati scontri. Qualcuno non ha gradito le sue dure parole dopo l’Uruguay, le voci di una discussione con Balotelli durante il primo tempo della partita e le freddure con Cassano sul volo di ritorno dal Brasile a Malpensa.

Squadra senza idee, ma Prandelli buon tecnico - "Prima del Mondiale pensavo che non fossimo i migliori, ma comunque abbastanza maturi e affidabili da arrivare al traguardo della qualificazione agli ottavi. Almeno". Ma invece gli italiani non hanno esultato e di emozioni ne hanno vissute ben poche. Per il portierone le colpe non sono solo da addosare al gruppo, ma anche "i fattori ambientali, come il caldo valgono per tutti, ma forse molti di noi erano anche logori da un punto di vista fisico. La vittoria iniziale ci ha illuso. Sebravamo una squadra senza idee". Con questo però Buffon sottolinea che non si riferisce a Prandelli. "Il mister è una persona perbene e un ottimo tecnico e mi è dispiaciuto che si sia dimesso. Ha riavvicinato la gente alla Nazionale con pazienza, sentimento e volontà. In questo ha vinto. L’idea di proporre un nuovo modo di giocare con gli uomini che avevi a disposizione, era giusta. In tre competizioni, siamo arrivati due volte sul podio. Le colpe, in una grande débâcle come questa, vanno divise tra tutti. C’è una compartecipazione". Poi non poteva mancare una domanda sul futuro allenatore: Mancini, Allegri, Spalletti o Guidolin? "Beati loro, anch’io sognerei di essere in una lista per allenare la nazionale. Per chi fa quel lavoro è la gratificazione più grande".

La smentita degli attacchi - Poi Buffon torna sulle voci che lo vedono protagonista nello spogliatoio e soprattutto contro i giovani e Balotelli, nella via di mezzo tra i senatori e i novelli. "Non ho mai avuto paura a esprimermi. Spesso le cose mi escono come starnuti. Ho espresso un concetto di cui sono convinto ancora adesso. Ma in vent’anni di carriera non ho mai attaccato un compagno. Figuriamoci se avrei potuto farlo in un momento come quello. E Balotelli, a 24 anni, non è certo un giovane". Su Cassano invece dice che "si è comportato bene, con i suoi pregi e i suoi difetti. Sono disarmato di fronte questo seminare zizzania. Antonio è stato eilarante con i suoi eccessi. Ma niente che non fosse nella norma".

Sono i senatori a spaccarsi la schiena, i giovani deludenti - "Le critiche che ho fatto, erano solamente degli spunti di riflessione" - prosegue Gigi nell'intervista al Corriere. "Leggo e sento spesso commenti ironici sull’età dei Pirlo, dei De Rossi, dei Buffon, dei Barzagli. Le chiacchiere passano e i fatti restano in campo: a rompersi le ossa per la causa, sono sempre gli stessi". Quindi largo ai vecchi. "Chi ci chiede di pensarci bene se continuare, dovrebbe vedere chi sono ancora i punti fermi. È dietro che sta venendo meno qualcosa. Senza riferimenti personali. Buffon bisogna giudicarlo per quello che sta facendo, non per quello che potrebbe fare. Così costruisci uomini, altrimenti vai incontro a figure di m...". I giovani sono stati abbastanza deludenti e per Buffon il motivo risiede principalmente nell'inesperienza. "Spesso i giovani vengono caricati di grandi aspettative, ma sotto c’è molta fragilità. Io ho giocato in nazionale due anni dopo l’esordio e mi sono reso conto che si trattava di un onore e di un impegno non semplici da sostenere. Adesso un ragazzo dopo tre buone partite è in nazionale e dà per scontato tutto".

La sua vita sentimentale - Infine, l'ultimo argomento affrontato, è stato il più temibile: la vita sentimenhtale. In Brasile e in tribuna 'era anche Alena Seredova con i suoi figli. "Mi ha fatto piacere. L’unico obbligo che abbiamo è quello di non far soffrire i nostri figli e grazie anche a una donna eccezionale come Alena ci stiamo riuscendo".Poi cerca di sviare la domanda su un possibile nuovo amore con Ilaria D'Amico. "Guardi, il gossip lo metto in conto e lo capisco. Però io sono diventato famoso per le cose che ho fatto in campo e sono pronto a commentarle in lungo e in largo. Quello che succede nella mia vita privata in realtà non interessa a nessuno. Non interessa quali siano le vere motivazioni, i sentimenti. Io mi sono sentito sempre Buffon il portiere e non voglio mischiare le cose. Mi sono sempre considerato, grazie a Dio, un privilegiato. Sono ancora al top come atleta. Non vedo di che cosa possa parlare se non del mio lavoro".

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Commenti all'articolo

  • giggino1977

    28 Giugno 2014 - 13:01

    Poverini... si spaccano la schiena per poche migliaia di euro al giorno.

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  • capreasinistra

    28 Giugno 2014 - 13:01

    Presuntuoso come lo sono i suoi compari De Rossi e Pirlo ma se per Buffon e Pirlo si può capire perchè vengono dalla scuola Juventus non altrettanto per il De Rossi che non ha alcuna giustificazione ad esserlo viste le deludenti prestazioni in nazionale. A proposito di Buffon ricordo che l'unica partita in cui avviamo vinto avevamo in porta SIRIGU!!! Forse è meglio che pensi di meno alla gnocca

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  • marcolelli3000

    28 Giugno 2014 - 12:12

    purtroppo il calcio non e' come la politica: si vede benissimo se un giocatore e' scarso, non ci sono scuse che tengano. Gli altri giocano molto meglio, mentre i nostri sono scarsi. Si e' visto, in TV. non e' che possono nascondere il fatto che non sanno giocare bene come gli altri (avversari) che sono molto piu' bravi. Altro che cazzate e trovare le colpe degli altri: sono loro che sono scarsi.

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