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La recensione

Kasabian live a Milano: una bomba sul palco senza scordare il passato

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Kasabian live a Milano: una bomba sul palco senza scordare il passato

I Kasabian sono una di quelle band che non vorresti mai veder scendere dal palco, anche se a un certo punto senti la necessità che lo facciano, per poter riprendere fiato. Questo è esattamente ciò che è successo sabato 1 novembre al Mediolanum Forum di Assago per la seconda (e ultima) tappa italiana del tour della band di Leicester. Sergio Pizzorno, Tom Meighan, Chris Edwards e Ian Matthews si sono presentati sul palco con tutta l'energia che da sempre contraddistingue la band britannica e hanno intrattenuto il pubblico milanese con quasi de ore di rock psichedelico, che ha coinvolto e fatto ballare il palazzetto (quasi) gremito.

Alternando pezzi vecchi e nuovi, i Kasabian hanno conquistato il pubblico brano dopo brano, concedendogli solamente due ballad per riprendere un po’ il fiato. L'ingresso sul palco sulle note di Bumble Bee - secondo singolo tratto dall'ultimo album della band - ha subito fatto capire al pubblico che i Kasabian non volevano risparmiarsi e che il loro intento era quello di proporre un concerto esplosivo. Sono seguiti i poi i vecchi pezzi Shoot the Runner, Underdog, Where did all the love go e Days are forgotten, interrotti solamente dai tentativi di Pizzorno (italiano di nome, ma inglese di nascita) di parlare italiano con il pubblico. Poi due pezzi del nuovo album Clouds e Eez-eh – primo singolo estratto da 48.13, che ci ha fatto ballare per tutta la scorsa estate - a precedere la bellissima Man of Simple Pleasures. Poi di seguito Bow, Neon Noon – che Pizzorno dedica a sua moglie per il suo compleanno, leggendo una lettera scritta in italiano - Clubfoot, Re-wired, Treat, Switchblade Smiles e Empire. I Kasabian sono ancora pieni di energia come all'inizio del concerto e il pubblico li segue sempre, ballando e cantando su quelle strofe che sono ormai diventate dei veri e propri successi anche nel nostro Paese.

La band di Leicester è però famosa per non essersi mai presa troppo sul serio e lo ha dimostrato anche questa volta, proponendo come cover una versione molto rock di Ghost Busters. Il pubblico ride, canta e apprezza lo scherzo. Rush finale con Fire, Stevie, Vlad the Impaler, Goodbye Kiss, Praise you (cover) e LSF, perfetta conclusione di un bel concerto. L'unico commento che può descrivere questa serata, citando la maglietta con cui si è presentato Pizzorno sul palco, è "Figata".

di Giulio Bucchi

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