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Lutto nella musica

Pino Daniele, la ricostruzione delle ultime ore: il malore in Toscana, l'ambulanza, la scelta di andare in auto a Roma

Pino Daniele, la ricostruzione delle ultime ore: il malore in Toscana, l'ambulanza, la scelta di andare in auto a Roma

Pino Daniele si è sentito male nella serata di domenica nella sua casa a Magliano, frazione di Orbetello. Alle 21.15 qualcuno ha chiamato la Usl 9 di Grosseto chiamando un'ambulanza. Quando questa è arrivata nelle vicinanze dell'abitazione del cantante napoletano, 10 minuti dopo, i medici hanno appreso che Daniele era già partito alla volta di Roma, dov'è arrivato all'Ospedale Sant'Eugenio in condizioni disperate, morendo nella notte. Dettagli da spiegare, scelte misteriose che accompagnano la morte del chitarrista e cantante partenopeo, scomparso a quasi 60 anni per un infarto. Su questo e sugli eventuali ritardi nei soccorsi ora indagherà la Procura di Roma, per omicidio colposo.

La ricostruzione delle ultime ore - Il cantautore ha quindi preferito farsi portare in auto e percorrere oltre 120 chilometri anziché chiamare un'ambulanza e magari farsi ricoverare in un ospedale toscano. Molto probabilmente la decisione è stata presa per poter essere curato dal suo cardiologo di fiducia, visto che Pino Daniele era malato di cuore da tempo. La ricostruzione delle sue ultime, drammatiche ore l'ha fornita l'agenzia stampa Adnkronos Salute. Una chiamata in serata è giunta domenica al 118 di Grosseto dalla casa di Daniele, secondo quanto riferito dall'azienda Usl 9 di Grosseto. Qui è arrivata una chiamata intorno alle 21.15 di domenica sera, con una richiesta di soccorso per una persona all'indirizzo dell'abitazione di Pino Daniele. Si tratta, spiegano dalla Usl, di una casa molto isolata tra Magliano in Toscana e Orbetello, tanto che "quando - circa 10 minuti dopo - dall'ambulanza con medico a bordo hanno chiamato il cellulare di chi aveva chiesto soccorso, per rendere meglio visibile l'abitazione accendendo le luci, gli è stato risposto che la persona era partita per Roma". Dunque "non c'è stato contatto, se non telefonico, tra i medici della Usl 9 e il paziente. Né risulta che questi sia stato visitato presso gli ospedali di Grosseto o di Orbetello". I parenti di Pino Daniele però sostengono che il ritardo dell'ambulanza sia stato superiore a quei 10 minuti e per questo sarebbero stati "obbligati" a muoversi autonomamente.

Il giallo della foratura - Nelle ore successive alla morte del cantante era emerso un altro elemento. In macchina con Pino Daniele verso Roma c'erano la compagna Amanda e un collaboratore: partiti intorno alle 21.30 (pochi minuti prima che l'ambulanza giungesse alla loro villa di Magliano, secondo quanto riferito dalla Usl 9), a metà strada verso la Capitale i tre si sarebbero dovuti fermare per cambiare una ruota bucata, ritardando l'arrivo all'Ospedale Santì'Eugenio di una mezz'ora. Particolare questo poi smentito dalla stessa famiglia.

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Commenti all'articolo

  • pimmio78

    07 Gennaio 2015 - 15:03

    Pizzinato, la Sua "cagata" interesserà solo qualche mosca e poi l'oblio anche per quella!

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  • Bolinastretta

    07 Gennaio 2015 - 11:11

    infato?? affrontare 120 km con un infartuato a bordo??? scelta del cazzo...

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  • Teseotesei

    05 Gennaio 2015 - 23:11

    Mi sembra una storia di superficialità inaudita... chiunque si sarebbe fatto ricoverare alla più vicina unità coronarica (penso Grosseto se non Orbetello)... invece si affronta un viaggio di 120 km per trovare il suo cardiologo di fiducia. Ma in certi casi il tempo è vita... Se non lo capiva lui, avrebbe dovuto capirlo chi gli stava vicino.

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  • peppedrago

    05 Gennaio 2015 - 14:02

    Bah, anche i bambini sanno che i minuti successivi ad un infarto sono decisivi. Si deve essere il più tempestivi possibile con le cure. Lasciar passare una bella mezz'oretta senza fare nulla significa, nei casi peggiori, suicidarsi. Pertanto lascia sbalorditi apprendere che il cantante invece di correre all'ospedale più vicino sia andato a Roma. Pace all'anima sua.

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