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Rock in Roma

I Muse live a Roma: Bellamy & co. spa...Droneggiano

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I Muse live a Roma: Bellamy & co. spa...Droneggiano

Ci sono concerti che proprio vorresti non finissero mai e quello dei Muse al Rock in Roma di sabato 18 luglio è sicuramente uno di quelli. La band inglese ha programmato un solo grande show in Italia per il tour di promozione dell’album Drones, ultima fatica pubblicata a tre anni di distanza dal precedente The 2nd law.

Matthew Bellamy, Dominic Howard e Chris Wolstenholme si sono presentati sul palco dell’Ippodromo delle Capannelle davanti a un pubblico di 35.000 persone e hanno ricordato ai loro fan perché i Muse sono una di quelle band che per essere apprezzate al 100% va vista live, tanto che il mensile Q l'ha definita il “Best Act in The World Today”, cioè la band in grado di regalare la migliore performance live al mondo.

A scaldare l’atmosfera ci hanno pensato i giovanissimi Nothing But Thieves, band inglese alternative-rock già conosciuta dal pubblico rock per la sua recente esibizione al T in The Park. Certo non è facile aprire il concerto di una band del calibro dei Muse, ma i cinque di Southend-on-Sea (Uk) se la sono cavata alla grande e una buona parte del pubblico ha decisamente apprezzato la loro esibizione.

Ma ecco il vero e proprio evento. Va detto che ogni concerto dei Muse è uno spettacolo a sé, che ogni live non è mai uguale al precedente né al successivo e che - come si può facilmente immaginare - semplicità e banalità sono due parole che il trio non conosce.

Matt Bellamy si è presentato sul palco poco dopo le 22 e ha aperto il concerto con Psycho, canzone tratta dall'ultimo album e che ha fatto cantare all'intero pubblico l'orecchiabilissimo ritornello con un boato che ha anticipato come sarebbe stato il mood del pubblico per le successive due ore (scarse). Poi è tutta una frenesia di riff e luci e spettacolo. Supermassive Black Hole, The Handler, Plug in Baby, Uprising, Dead Inside e così via, saltellando e attingendo qua e là da diversi album, viaggiando avanti e indietro nella carriera della band, a dimostrazione del fatto che sì, le sonorità sono cambiate nel corso degli anni, ma che il livello è sempre altissimo e nessuna canzone stona in mezzo alle altre.

L'atmosfera è più oscura, lo stile rock e "spaziale", il talento però è quello di sempre, quello che ha portato i Muse in vetta alle classifiche di vendita negli ultimi 20 anni con più di 20milioni di album venduti in tutto il mondo. Insomma i tre si sono evoluti, sono maturati, hanno in parte cambiato il loro sound, ma sanno emozionare e coinvolgere proprio come agli inizi.

Unica pecca del concerto (perché si, anche i grandi fanno errori) la scaletta di solo 18 pezzi che era - secondo molti commenti sentiti durante il live - forse troppo breve considerando l'elevato costo del biglietto. Ma, pensandoci bene, vedere Bellamy che suona la chitarra dietro la schiena, sentire canzoni come Hysteria e Mercy live e perdersi ascoltando gli ormai celebri riff dei Muse vale qualsiasi prezzo.

di Silvia Belfanti

SCALETTA

– Psycho
– Supermassive Black Hole
– The Handler
– Plug In Baby
– Uprising
– Dead Inside
– Interlude
- Hysteria
– Munich Jam
– Citizen Erased
– Apocalypse Please
– Supremacy
– Starlight
– Time Is Running Out
– Reapers
- Madness
- Mercy
– Knights of Cydonia

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