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Lykke Li, Asaf Avidan, Harlem Shake: tormentoni pop a scoppio ritardato

Le hit del momento non sono "fresche" e il successo di "I follow rivers" e "One day" dipende tutto dai remix. Mentre l'erede di "Gangnam Style"...

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Lykke Li, Asaf Avidan, Harlem Shake: tormentoni pop a scoppio ritardato

 

di Leonardo Filomeno

C'è chi ha beccato subito la hit definitiva, chi celebre lo è diventato per caso o senza volerlo e chi con un po' di ritardo. Cambiano le storie ma la sostanza resta la stessa. Ossia una ventata di aria fresca capace di spazzare via sopore e soliti noti. I nuovi nomi però sono tanti e, tra fm e piani alti di iTunes, per orientarsi diventa indispensabile una guida. Come questa.


Esordio col botto - Partiamo con Jutty Ranx, progetto creato a quattro mani da Jaako Manninem e Justin Taylor. Con la dance trascinante di I See You il duo statunitense ha fatto bingo nel Belpaese, dove ha conquistato il disco d'oro. Altra hit assoluta in Italia (e non solo) è Pompeii dei Bastille. Il brano mixa pop, rock ed elettronica e ha un nome importante e un ritornello imponente. Ma è soprattutto Oltralpe che al quartetto britannico capitanato da Dan Smith non mancano seguaci & successi. Pensate che il loro album di debutto, Bad Blood, qui esce il 19 marzo mentre nel Regno Unito è subito schizzato al primo posto.


Magici remix - Altra storia per la cantautrice svedese Lykke Li: 26 anni, vita da nomade (chic), voce e volto che non si dimenticano. Famosa grazie al remix indie dance che il dj The Magician ha realizzato nel 2011 dell'elegante I Follow Rivers, col pop c'entra zero e tra le sue ambizioni quella di beccare una hit così grossa era probabilmente all'ultimo posto. Idem per Asaf Avidan. Il cantante israeliano è diventato suo malgrado una star col remix minimal One Day / Reckoning Song, con cui l'anno scorso il dj tedesco Wankelmut ha trasformato un brano folk del 2008 in un tormentone underground prima e radiofonico poi. Cosa che sta accadendo anche con alcuni brani deep house, un genere che dopo tanta vita notturna è riuscito a prendersi una rivalsa tutta pop. Sul finire del 2012 con Around di Noir & Haze, ora con la bellissima What I Might Do del dj inglese Ben Pearce e tra poco con il sensuale remix che il dj producer Karmon ha cucito su Where I Stand di Fabo & Lostcause.


Tormentoni da dj - Pure Latch, dove al microfono esplode la voce di Sam Smith, fa leva su una bella dose di sensualità. Per la cronaca, è il brano che lo scorso autunno ha portato al successo il duo elettronico inglese Disclosure. La loro musica è finalmente arrivata in Italia. Ma l'orecchio di molti è già sul più recente singolo realizzato con gli AlunaGeorge, White Noise, mille volte più bello di Latch e con delle atmosfere spaziali. E' dalla scorsa estate è anche il nuovo Gangnam Style, ossia quell'Harlem Shake che sta contagiando il globo a colpi di imprevedibili danze random racchiuse in clip da 30 secondi. Chi ne giova, per caso e a soli 23 anni, è il dj americano Baauer. Non è finita. Dopo importanti exploit autunnali a svariate latitudini, sta diventando un successone pure da noi quell'incrocio pazzesco tra rap e jazz che è Thrift Shop della premiata ditta Macklemore, Ryan Lewis e Wanz. Dall'omonimo album di debutto della folk band di Denver The Lumineers c'è poi la deliziosa No Hey, che risale ad un anno fa, ha dei cori alla Little Talks degli Of Monsters And Man e, come I See You, più di qualcosa la deve alla tv. Chiude il cerchio la scanzonata My Name Is Stain degli Shaka Ponk. Sono 7 francesi pettinati coi petardi che mescolano l'impossibile e dalle nostre parti corrono il rischio di diventare celebri con questo singolo reperibile negli album The Geeks And The Jerkin Socks e Sex, Plugs and Vidiot'Ape, entrambi del 2011.

 

 

 

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