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Dissacrante

Elio sfotte il concertone:
"Complesso del 1° maggio?"

Nel nuovo singolo di "Elio e le Storie Tese" la critica alla kermesse annuale organizzata dai sindacati a San Giovanni per la festa dei lavoratori

Elio e le Storie Tese

Elio e le Storie Tese

 

di Giuseppe Pollicelli

Prima o poi bisognerà studiare approfonditamente il ricorso al luogo comune - inteso non tanto come opinione preconcetta quanto come patrimonio collettivo di un popolo e di una cultura - che viene praticato da Elio e le Storie Tese nel comporre i testi delle canzoni. Chi l’ha detto che i luoghi comuni annoiano, impigriscono, rendono la mente torpida? Dipende da quale uso se ne fa. A volte, se ben adoperati, possono alimentare interessanti associazioni d’idee e stimolare l’attitudine critica. Lo spunto dai cui nascono i brani degli Elii è, praticamente sempre, un italico luogo comune sottoposto al seguente trattamento: lo si illustra (per mezzo di un linguaggio tra il forbito e il barocco, ma con contaminazioni slang) e poi lo si sviscera fino alle conseguenze estreme, esercitando su di esso un’ironia intelligente e ammiccante, esaltata da geniali trovate musicali di gusto citazionista. C’è questa ricetta anche alla base del nuovo singolo della band milanese, da oggi in rotazione sulle principali radio della Penisola. Dopo la festa delle medie, le strambe leggende metropolitane riferibili a un non meglio precisato cugino, le belle canzoni di una volta, i suonatori di bonghi del Parco Sempione e via elencando, è ora la volta di uno dei massimi luoghi comuni nazionali: il concertone del primo maggio. 

La grande kermesse allestita ogni anno a Roma dalle tre maggiori organizzazioni sindacali non è solo un punto fermo - più o meno apprezzato a seconda degli orientamenti politici - del costume nostrano, è anche un cardine di certo benpensantismo progressista e, pertanto, un implacabile generatore di pensieri conformisti. Per di più provvisto di quella fastidiosa allure ricattatoria che gli viene dall’essersi autoconsacrato - almeno sulla carta - ai più nobili ideali: la giustizia, l’uguaglianza, la libertà. Quale miglior bersaglio, quindi, per la corrosiva (auto)ironia di Elio & soci? Da qui il già menzionato singolo, il cui promettentissimo titolo è Il complesso del primo maggio. Una canzone che regala alcune verità indiscutibili: «Il primo maggio è caratterizzato / dal concertone del primo maggio, / che a sua volta è ricco di complessi / del primo maggio. / Il concertone del primo maggio / genera complessi del primo maggio / che suonano al concertone / del primo maggio. / Le implicazioni artistiche di questo fenomeno / sono altalenanti». Il brano anticipa L’album biango (tributo - con storpiatura lessicale - al celebre doppio lp dei Beatles, The White Album del 1968), ultima fatica di Elio e le Storie Tese disponibile dal 7 maggio e contenente altre 14 tracce, tra cui le due di Sanremo: Dannati forever e La canzone mononota, arrivata seconda al Festival e aggiudicatasi il Premio della Critica “Mia Martini”, il Premio per il miglior arrangiamento e il Premio della Sala Stampa, Web, Radio e Tv. Il singolo sul primo maggio sfoggia, quanto a   grafica, l’immagine di un cavaturaccioli che si sovrappone una banana   come la falce si sovrappone al martello nel tradizionale simbolo comunista. Poiché quella portata avanti dagli Elii è una raffinata e ludica analisi (svolta «da dentro il sistema») della cultura di massa e dei suoi miti, non certo una condanna, siamo pronti a scommettere, e ci resteremmo male se così non fosse, che Il complesso del primo maggio verrà eseguita dal vivo, in Piazza San Giovanni, il prossimo primo maggio.

 

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