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Friuli Venezia Giulia: al via poli professionali per mare e montagna

Friuli Venezia Giulia: al via poli professionali per mare e montagna

Trieste, 10 dic. (Labitalia) - "L'economia del mare e della montagna rappresentano due vocazioni produttive estremamente importanti per lo sviluppo dell'economia regionale nel suo complesso. Ed è per questo motivo che la Regione ha deciso di utilizzare lo strumento dei Poli tecnico professionali per favorire la realizzazione di un sistema educativo innovativo e coerente con i fabbisogni formativi dei processi produttivi". Così l'assessore a Istruzione e lavoro del Friuli Venezia Giulia, Loredana Panariti.

"Intensificare e qualificare i rapporti tra la scuola e il mondo del lavoro -sottolinea- valorizzando le specificità e potenzialità di ciascuna di queste realtà è una priorità per questa giunta regionale. I Poli tecnico professionali -spiega l'assessore- previsti da una norma nazionale proprio in materia di semplificazione e sviluppo sono una modalità organizzativa per favorire un'offerta di istruzione e formazione coordinata a livello territoriale tra istituti tecnici, istituti professionali e percorsi di istruzione e formazione professionale e offrono una serie consistente di vantaggi sia dal punto di vista economico sia educativo".

"La messa in condivisone di laboratori, materiali didattici e best practice didattiche consente -aggiunge Panariti- un efficiente ed efficace utilizzo delle risorse umane, strumentali e finanziarie, mentre la presenza delle imprese permette di prevedere delle modalità di apprendimento in situazione, promuovendo la sempre più importante interazione tra sapere e saper fare".

Le candidature potranno essere presentate entro il 2 febbraio 2016 da una rete composta da soggetti pubblici privati. Tale rete, al suo interno, dovrà prevedere la presenza di almeno un istituto tecnico e-o professionale, di un ente di formazione, di due imprese rappresentative dell'area economica di riferimento, di un istituto tecnico superiore e di un soggetto gestore di fondo interprofessionale. La compagine potrà essere valorizzata e arricchita ulteriormente con la presenza degli atenei regionali, degli organismi regionali di ricerca pubblici o privati, degli enti gestori dei parchi scientifici e tecnologici e delle associazioni di categoria.

"Si tratta quindi di un importante e qualificato gruppo di soggetti -commenta Panariti- a cui viene chiesto di ripensare e offrire al territorio un sistema educativo e formativo maggiormente riallineato con la domanda di professionalità da parte delle imprese, in particolare per quanto concerne le esigenze di innovazione tecnologica, produttiva, organizzativa e di ricerca applicata. In questo modo -prosegue l'assessore- sarà anche possibile offrire alle persone, e in particolare ai giovani, una gamma di opportunità formative in grado di innalzare le loro competenze tecniche, rendendole più corrispondenti alle richieste del mercato del lavoro e di soddisfare nel contempo le loro aspettative verso un diverso tipo di formazione, meno centrato sull'acquisizione di conoscenze teoriche e più attento allo sviluppo di competenze e abilità".

"Per ottenere questo risultato - sottolinea Panariti - è necessario sperimentare azioni formative innovative in accordo con la ricerca scientifica e tecnologica e consolidare le relazioni tra gli istituti di istruzione secondaria superiore, i centri di formazione professionale, le università, i centri di ricerca ed innovazione tecnologica, le imprese e le parti sociali. I poli tecnico professionali sono il contesto in cui tutto questo potrà concretamente essere pensato progettato e realizzato".

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