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Il giuslavorista: nella Pa rendere gli straordinari obbligatori in casi di forza maggiore

Il giuslavorista: nella Pa rendere gli straordinari obbligatori in casi di forza maggiore

Roma, 12 gen. (Labitalia) - “Non è concepibile che il funzionamento dei servizi essenziali in giornate eccezionali debba dipendere dalla volontarietà dei dipendenti di alcuni servizi pubblici alle ore straordinarie. L'unico modo per garantire il servizio secondo i livelli di fabbisogno indicati dalle strutture pubbliche è modificare la legge, perlomeno per alcuni servizi ancorché non essenziali, relativa all'istituto degli straordinari rendendoli obbligatori in 'eccezionali' giornate dell’anno". La proposta è del giuslavorista e avvocato Francesco Rotondi, docente di Diritto del lavoro all'Università Carlo Cattaneo di Castellanza.

Rotondi ricorda che "per macchinisti della metro e vigili urbani di Roma Capitale in occasione del Capodanno 2016, a Roma, si sono verificate disponibilità al lavoro straordinario al disotto dei fabbisogni richiesti". "Per fortuna - ammette - tutto è filato liscio, questa volta, ma il problema rimane e non dobbiamo aspettare un 'incidente' per affrontarlo".

"Il tema degli straordinari - spiega - è da sempre complesso, poiché per la sua completa disciplina devono intervenire la giurisprudenza e la contrattazione collettiva. La materia non diverge tra impiego pubblico e privato tranne che per il caso dei servizi pubblici essenziali. Cercando di tirare delle conclusioni, l’attuale normativa prevede che il lavoro straordinario può essere richiesto al dipendente e ottenuto solo a condizione dell’assenso di quest’ultimo".

"La giurisprudenza - precisa il giuslavorista - non ritiene che il consenso possa essere superato in casi particolari come peraltro previsto dall’articolo 5 bis del decreto legislativo dell'8 aprile 2003, numero 66. Non pare nemmeno chiaro se, in presenza di specifici casi previsti dalla contrattazione collettiva, si debba avere comunque il consenso del dipendente. Pertanto, l’attuale assetto sembra non fornire alcuna possibilità di ottenere unilateralmente la prestazione straordinaria, nemmeno di fronte a 'casi eccezionali', 'esigenze tecnico-produttive', casi 'di forza maggiore' o altri previsti dalla contrattazione collettiva", prosegue.

"Nessuno stupore quindi circa i fatti di Roma, che è solo un esempio poiché il tema - sottolinea Rotondi - riguarda l’intero Paese; nessuno stupore se non funzionano come dovrebbero. L’unica soluzione possibile è normativa". Secondo Rotondi, quindi, "ci deve essere una norma che preveda l’obbligatorietà dello svolgimento del lavoro straordinario al verificarsi di fatti e/o situazioni che lo giustificano; ovviamente, dovranno essere fatti verificabili e documentabili".

"Ci vuole una norma - ribadisce - chiara e immediata. Non si può lasciare alla discrezionale autonomia della magistratura un tema così importante per il Paese. Troppe volte dobbiamo registrare la lontananza siderale tra le pronunce della magistratura e il sentimento sociale e civile comune. Nondimeno, si può delegare alla contrattazione collettiva; non occorre nemmeno sostanziare questa considerazione, basta osservare ciò che accade. Pertanto, la proposta è chiara e unica: intervento normativo che introduca in modo inequivocabile il concetto di straordinario obbligatorio nel pubblico impiego in situazioni di 'eccezionali' e in casi di 'forza maggiore'".

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