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Employer's day, centri impiego lontani da scrivanie e vicini a utenti

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Employer's day, centri impiego lontani da scrivanie e vicini a utenti

Roma, 7 apr. (Labitalia) - I centri per l'impiego sempre più lontani dalle scrivanie e più vicini agli utenti, anche grazie alla collaborazione delle imprese. Questa la sintesi del convegno nazionale 'I servizi per l'impiego incontrano le imprese', organizzato dal ministero del Lavoro in collaborazione con Italia Lavoro, in occasione dell'Employer's day che si è svolto a Roma a Porta Futuro.

"Il nostro -spiega Dario Manna, direttore di Porta Futuro- è un hub metropolitano per lo sviluppo locale. Cerchiamo di non stare dietro alle scrivanie ma di andare, anche on line, noi dai nostri clienti-utenti. E' un luogo di connessione di tutti gli attori del territorio che vogliono valorizzare la vocazione del territorio".

"Anche a livello europeo -ricorda Salvatore Pirrone, direttore generale delle Politiche attive, servizi per il lavoro e formazione del ministero del Lavoro- è molto sentita l'esigenza di coinvolgere le imprese nei servizi per l'impiego. L'importante è il coinvolgimento e la collaborazione tra istituzioni: pensiamo solo al successo di Garanzia Giovani".

Un coinvolgimento che, per Grazia Strano, direttore generale Sistemi informativi, innovazione tecnologica e comunicazione del ministero del Lavoro, "deve avvenire attraverso la circolazione delle informazioni. Abbiamo cominciato nel 2008 con la legge finanziaria che ha utilizzato la leva della semplificazione per migliorare gli adempimenti dei datori di lavoro nei confronti della pubblica amministrazione".

"Così -continua- ci siamo messi d'accordo su quali informazioni fornire, mettendo a disposizione delle aziende una serie di utilities. Il primo passo è appunto la semplificazione del servizio, il secondo una sua migliore erogazione anche attraverso la tecnologia".

"I centri per l'impiego -ricorda Liliana Tessaroli, del coordinamento delle Regioni e Province autonome- negli anni della crisi si sono occupati solo di disoccupazione, ora invece possono occuparsi dei servizi per i datori di lavoro. Le Regioni hanno capito che i centri per l'impiego devono diventare un luogo dove si trovano servizi, alleggerendo la burocrazia e supportando gli operatori con le strutture informatiche".

"Come Regioni -spiega Lucia Valente, assessore al Lavoro, pari opportunità e personale della Regione Lazio- abbiamo il ruolo importante di transizione verso un modello nuovo di centri per l'impiego che riporta al centro le politiche attive del lavoro. Dobbiamo garantire l'implementazione dei servizi regionali, mettendo a sistema tutti gli attori protagonisti dei servizi per il lavoro. Non partiamo da zero, tuttavia dobbiamo garantire una presenza capillare sul territorio anche grazie l'accreditamento di enti privati".

"Il riaccentramento delle politiche per il lavoro -osserva Agostino Di Maio, direttore di Assolavoro- rappresenta un'opportunità per fare sistema, una logica questa che deve essere recuperata attraverso la cooperazione pubblico-privato. Come privati non vogliamo fare tutto, ma almeno un pezzo di questo lavoro. Noi diamo risposte alle imprese e per questo continuano a rivolgersi a noi".

"Nell'immaginario collettivo -ammette Mauro Bussoni, portavoce di Rete Imprese Italia e segretario generale di Confesercenti- c'è che non si ottengono risposte da parte dei centri per l'impiego. Quindi il lavoratore da parte sua cerca la raccomandazione, mentre il datore di lavoro è diffidente verso la struttura pubblica. Tuttavia, le cose stanno cambiando laddove la rappresentanza delle imprese è efficiente e i centri per l'impiego funzionanti". Pierangelo Albini, direttore dell'area Lavoro e welfare di Confindustria, avverte che "l'occupazione la fa il credito, lo sviluppo e l'attrattività del territorio". "Esiste -sostiene- una geografia del lavoro e c'è attrattività dove c'è intelligenza e cultura. Il tutto a partire dalla scuola con cui deve parlare l'impresa".

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