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Il 12 giugno Giornata mondiale contro sfruttamento del lavoro minorile

Il 12 giugno Giornata mondiale contro sfruttamento del lavoro minorile

Roma, 10 giu. (Labitalia) - Domenica 12 giugno si celebra la Giornata mondiale contro il lavoro minorile. L'iniziativa è stata lanciata nel 2002 dall’Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo), al fine di tenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica e dei governi sulla necessità di eliminare qualsiasi forma di sfruttamento economico nei confronti dei bambini.

Secondo gli ultimi dati dell’Ilo, sono 168 milioni i bambini coinvolti nel lavoro minorile contro i 246 milioni del 2000. Ottantacinque milioni di questi (erano 171 milioni nel 2000) sono impegnati in lavori pericolosi, ovvero quelli dove i bimbi rischiano la vita o causano malattie e disabilità permanenti. Si stima che siano 115 milioni i bambini tra i 5 e i 17 anni che lavorano in condizioni pericolose in settori diversi come l'agricoltura, le miniere, il manifatturiero, gli alberghi, la ristorazione e i servizi domestici.

Un fenomeno che accomuna sia i paesi industrializzati che quelli in via di sviluppo. Sempre secondo l'Ilo, sarebbero circa 22.000 i bambini uccisi sul posto di lavoro ogni anno, mentre non si conosce il numero dei feriti o di quelli che si ammalano a causa del loro lavoro.

L’Asia e il Pacifico restano le zone dove si concentra il maggior numero di bambini con quasi 78 milioni, ovvero il 9,3% della popolazione minore. L'Africa sub-sahariana continua ad essere la regione con la più alta incidenza di lavoro minorile (59 milioni, oltre il 21%). L'agricoltura è il settore con il maggior numero di bambini lavoratori coinvolti.

Il lavoro minorile è anche una questione di genere: l’Ilo ha registrato un calo del 40% dal 2000 ad oggi per le femmine, mentre per i maschi solo del 25%. Secondo i dati raccolti dall’Unicef, però, le bambine hanno le stesse possibilità dei bambini di essere vittime del lavoro minorile, con la sola eccezione del Medio Oriente, Africa, America Latina e Caraibi dove, invece, è più probabile che siano i maschi ad essere coinvolti. La disparità di genere si manifesta soprattutto nel tipo di attività svolta.

Dal 1992 l’Ilo è impegnata con l’Ipec, il programma internazionale per l’eliminazione del lavoro minorile che ha sostenuto più di 250 indagini e che ha favorito lo sviluppo di normative sul tema. Due le convenzioni emanate dall’agenzia dell’Onu che regolano il lavoro minorile: la 138 del 1973 che fissa l’età minima per accedere al mondo del lavoro e la 182 del 1999 che definisce quali sono le peggiori forme di lavoro per i bambini.

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