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Friuli Venezia Giulia: rilanciare politiche a sostegno occupazione donne

Friuli Venezia Giulia: rilanciare politiche a sostegno occupazione donne

Trieste, 14 giu. (Labitalia) - "Uno scenario che vedrà fra vent'anni in Friuli Venezia Giulia necessario un tasso di occupazione dell'82% per poter mantenere il rapporto attuale fra chi lavora e la parte più anziana della popolazione. Una soglia sotto la quale viene messo a rischio il sistema di welfare. Alla luce di questa proiezione è prioritario rilanciare le politiche a sostegno dell'occupazione femminile con degli strumenti innovativi, perché la realtà è profondamente cambiata rispetto solo ad un decennio fa".

Questo il concetto espresso dalla presidente Debora Serracchiani a Trieste nell'ambito di un incontro organizzato dalla Cisl del Friuli Venezia Giulia su uno studio dedicato all'occupazione femminile in regione. Oltre alla presidente hanno partecipato all'evento anche il segretario generale della Cisl Fvg Giovanni Fania e gli assessori regionali Loredana Panariti (Lavoro) e Maria Sandra Telesca (Salute e Politiche Sociali).

Al ruolo sociale delle imprese ha fatto riferimento il segretario Fania, affinché venga realizzato un welfare di sostegno all'interno delle aziende, condizionando a questo fattore la politica dei contributi regionali alle imprese. Ma alla luce dello studio l'obiettivo per incrementare l'occupazione femminile deve fondarsi su tre distinti campi d'azione: le politiche di espansione economica, quelle per l'inclusione di genere e gli strumenti finalizzati alla conciliazione dei tempi fra lavoro e famiglia.

Nel ricordare che la misura del sostegno al reddito avviata dalla Regione si è basata, in parte, proprio su uno studio dedicato alle povertà realizzato dalla Cisl, la presidente Serracchiani ha indicato nel potenziamento dei servizi la leva più efficace sulla quale agire: fra questi, l'allungamento dell'orario di apertura delle scuole, il coinvolgimento dei datori di lavoro per un welfare aziendale nell'ambito dei consorzi industriali e il superamento del sistema del rimborso, in quanto chi ha bisogno di sostegno spesso non è in grado di anticipare la spesa.

Ma un'occupazione femminile di qualità, ha osservato la presidente, riesce a generare un indotto economico dove altre figure professionali trovano impiego all'interno delle mansioni domestiche. Un settore questo, ha sottolineato la presidente, per il quale bisognerà favorire l'emersione del sommerso attraverso delle misure incentivanti.

Da parte sua l'assessore Panariti ha riaffermato i dati positivi dell'occupazione femminile in Friuli Venezia Giulia che ha visto un aumento in questo primo trimestre del 2016 di quasi il due per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, mentre l'assessore Telesca ha ribadito che il deficit demografico è fortemente legato al tema del lavoro femminile. A tal riguardo è stato rimarcato con soddisfazione il dato relativo al sensibile incremento in questi ultimi due anni del numero di bambini che hanno accesso agli asili nido.

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