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In un libro 18 storie per raccontare il Programma 'Poi Energia'

In un libro 18 storie per raccontare il Programma 'Poi Energia'

Roma, 16 giu. (Labitalia) - Ci sono i Comuni di Carfizzi (Kr), Cassano Irpino (Aa) e Melpignano (Le), le Università del Sannio, della Calabria e di Salerno, il Museo della Sibaritide, il M.Ar.Ta. di Taranto e il Palazzo dei Normanni di Palermo, l'Ospedale Cardarelli di Napoli e il Policlinico di Bari, il Dap (Carceri). E, ancora, Agrispes, Jcoplastic, 3Sun; il gemellaggio Siracusa-Perugia, gli avvisi Cse; le reti elettriche media e alta tensione. Sono le 18 storie, arricchite da immagini originali dei progetti realizzati, di enti e imprese che hanno investito nell’innovazione energetica grazie al Programma 'Poi Energia'.

A raccontarle il volume 'Rinnovabili ed efficienza energetica, un racconto lungo una programmazione', realizzato con la collaborazione di Invitalia e presentato oggi a Roma insieme ai risultati del Programma finanziato col Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr), nel periodo 2007-2013, e destinato alle Regioni Convergenza (Calabria, Campania, Puglia, Sicilia).

La pubblicazione nasce con l’obiettivo di descrivere le esperienze e 'raccontare' alcuni progetti selezionati come esemplari sotto forma di storia, con uno stile più narrativo che tecnico, ed è concepita come un contenitore vivo di esperienze organizzate in categorie in funzione dei principali gruppi di beneficiari: il mio Comune; la mia Università; il mio Museo; la mia Struttura di assistenza; la mia Impresa; la mia Pa innovativa; la mia Rete smart.

Oltre al racconto su come e perché sono stati realizzati progetti in realtà anche molto diversi tra loro, il libro, attraverso il possessivo 'mio', riporta al lettore i risultati del Programma avvicinandoli alla propria esperienza. Il fine è quello di enfatizzare appartenenza e partecipazione dimostrando, che anche in piccole realtà, il buon utilizzo dei fondi europei è fondamentale non solo per raggiungere gli obiettivi di risparmio energetico/risorse pubbliche, ma per sviluppare e innovare comportamenti e stile di vita di una comunità.

In ogni categoria, è stata inserita una vera e propria storia, valorizzata all’interno di un 'focus', legata alle esperienze di integrazione di un progetto 'Poi' in una strategia ad ampio respiro. Questo per rendere evidente che l’inserimento del progetto 'Poi' in una programmazione più ampia trascende gli stessi obiettivi di risparmio energetico e di risorse, puntando allo sviluppo e all’evoluzione dello stile di vita di una comunità fino a modificare, in modo sostanziale, la mentalità degli individui.

"In sintesi, non solo è possibile utilizzare bene le risorse per progetti che rispondono agli obiettivi dell’Unione europea - si sottolinea - e al benessere dei cittadini, ma si può contribuire a fare di più e meglio. L’utilizzo dei fondi europei quando risponde a una visione e una regia chiara, inserite in una strategia più ampia, può cambiare la 'faccia' e le prospettive di vita di un territorio".

"Invitalia ha accompagnato la pubblica amministrazione responsabile del 'Poi Energia' in tutte le fasi, che vanno dalla programmazione alla realizzazione dei progetti, al controllo amministrativo delle spese e alla comunicazione", spiega Fabio Pagliarini, responsabile area Ict di programmazione comunitaria di Invitalia.

"In particolare, per quanto riguarda la comunicazione, abbiamo affiancato ai tradizionali adempimenti previsti dal Programma, come la pubblicazione in trasparenza dei risultati, anche una iniziativa di story telling - riferisce - andando a consolidare le testimonianze dei progetti più significativi in un libro che racconta le migliori pratiche, per esempio dei Comuni interessati dall'installazione del fotovoltaico, del recupero di efficientamento energetico presso le scuole, le carceri e i territori. Questo per dare un senso anche di responsabilità sociale del Programma e consentire al pubblico di verificare e toccare con mano quelli che sono stati i risultati".

"Inserire la leva della comunicazione trasparente e anche con la componente di racconto da parte dei beneficiari - sottolinea - consente nel periodo di migliorare la qualità della programmazione, perché quello che viene realizzato è effettivamente messo nella disponibilità di controllo da parte dei cittadini: si dichiara esattamente quello che è stato fatto, dove, quanto vale, e si raccolgono delle testimonianze che consentono a tutti di andare a riscontrare la bontà di quanto fatto. E' una maniera, quindi, per far uscire di più le attività amministrative dal Palazzo".

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