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Marche, Abruzzo, Lazio e Umbria chiedono incontro a Poletti su misure per il lavoro

Marche, Abruzzo, Lazio e Umbria chiedono incontro a Poletti su misure per il lavoro

Ancona, 31 ago. (Labitalia) - Le Regioni Marche, Abruzzo, Lazio e Umbria hanno chiesto ufficialmente al ministro del Lavoro e della politiche sociali, Giuliano Poletti, un incontro per discutere delle misure straordinarie necessarie per far fronte ai bisogni dei lavoratori e delle imprese nei territori interessati dal sisma che ha colpito l’Italia centrale lo scorso 24 agosto.

“Ci sembra opportuno -spiega l’assessore al Lavoro della Regione Marche, Loretta Bravi- valutare congiuntamente al ministero tutte le azioni che possono essere adottate dalle quattro regioni coinvolte dal sisma a tutela dei lavoratori e delle imprese soprattutto per quanto riguarda i settori del commercio e del turismo, dell’agricoltura e quello delle imprese artigiane e industriali che non hanno acceso agli ammortizzatori sociali ordinari o che li hanno esauriti".

"A tal fine -ricorda- abbiamo chiesto un incontro urgente per analizzare gli aspetti che incidono sia sul sistema del lavoro locale sia sull’accesso agli ammortizzatori sociali ordinari e in deroga anche in vista dell’imminente ordinanza della Protezione civile nazionale”.

L'assessore Bravi, che ha anche la delega all’Istruzione, ha inoltre richiesto all'Ufficio scolastico regionale e al ministro Giannini di intervenire urgentemente su due questioni attinenti l'istruzione marchigiana: il mantenimento delle sedi scolastiche nelle zone colpite dal sisma, su cui la Regione si è già attivata con la protezione civile in accordo con gli amministratori locali delle zone più colpite dal sisma e una misura straordinaria per l’assegnazione provvisoria dei docenti marchigiani in mobilità, trasferiti a luoghi distanti.

“La scuola -aggiunge l'assessore Bravi- diventa ora più che mai luogo di compagnia e condivisione quotidiana e le tendopoli o le strutture che accoglieranno gli alunni meritano un'attenzione e una cura particolare. E’ necessario elaborare il lutto, il dolore e la paura con la reale possibilità di vicinanza ai luoghi di appartenenza e con iniziative capaci di dare continuità".

"Rivedere gli stessi docenti e prolungare -dice- la permanenza a scuola anche nel pomeriggio sono due azioni concrete per aiutare ogni studente a non vivere nella solitudine questa prova così lacerante".

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