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Seminario Europa, sperimentazione duale nuova strada per giovani

Firenze, 9 set. (Labitalia) - Molto attesa e articolata, parte in Italia la sperimentazione del 'sistema duale', che rappresenta una nuova strada per il lavoro giovanile e in cui la formazione professionale ha un ruolo di primaria importanza. Il tema è stato al centro dell’ultima giornata del Seminario Europa promosso a Firenze, dal Ciofs-fp (Coordinamento italiano opere femminili salesiane-Formazione professionale), cui ha preso parte il sottosegretario al ministero del Lavoro Luigi Bobba, insieme a tanti altri soggetti diversi: aziende, formatori, centri per l’impiego, poli di formazione e Regioni.

Obiettivo di tutti è ridurre, con ogni mezzo e facendo un lavoro congiunto, la disoccupazione giovanile. “Il Paese - ha affermato Paola Vacchina, dell’Associazione di categoria Forma, co-organizzatrice dell’evento - ha bisogno di maestri artigiani che trasmettano i loro mestieri, di giovani meccatronici che rispondano alle nuove necessità delle aziende, di tecnici superiori per l'economia del futuro. Il sistema della formazione è risorsa fondamentale per questa sfida e va riconosciuto, diffuso e rafforzato per completare il disegno più lungimirante ed efficace oggi in campo per il lavoro dei giovani e lo sviluppo dell'economia”.

Non per nulla, in questa fase di importanti scelte di fondo rispetto a valori e metodi, l’ideatrice del Seminario Europa, Lauretta Valente, presidente Ciofs-Fp, ha ribadito: “Era importante trovare un momento di confronto. Il nostro obiettivo con questo Seminario era mettere intorno a un tavolo soggetti e punti di vista differenti in un’ottica di collaborazione. Riteniamo che il territorio, le imprese debbano co-progettare, insieme alla formazione professionale, le attività di alternanza scuola/lavoro, mentre lo Stato e le istituzioni dovrebbero valutare le competenze e peculiarità di ciascuno”.

Il sottosegretario al Lavoro, Luigi Bobba, ha assicurato: “Con gli atti determinativi delle Regioni daremo avvio effettivo alle attività legate al sistema duale in tre quarti delle Regioni italiane. Avremo l’opportunità di far partire la formazione professionalizzante con carattere duale anche per il 4° anno, oltre ai corsi di recupero per chi ha interrotto il percorso d’istruzione. Si rinforza inoltre l’adempimento dell’alternanza scuola/lavoro: prima si parlava di circa 150-200 ore in impresa, ora si passa a 400 ore di lavoro effettivo".

"C’è soddisfazione - ha sottolineato - perché tutte le Regioni, anche quelle meno attrezzate, hanno aderito con grande determinazione, hanno iniziato a lavorare con una modalità diversa da quella che è consuetudine usare per la scuola e questi cambiamenti sono stati percepiti come un ampliamento della prospettiva formativa".

"Con il Ciofs-Fp, in particolare, c’è molta collaborazione - ha aggiunto - perché hanno una quota importante dei 300 centri di formazione con cui si è iniziata l’attività e, indubbiamente, hanno cultura e strumenti per attivare il duale. C’è un altro fronte su cui stiamo lavorando, quello delle aziende: ad agosto è partito il bando per Italia Lavoro proprio dedicato alle imprese”.

A far sentire la voce delle Regioni è stata Cristina Grieco, coordinatrice per il Lavoro e assessore della Toscana: “Sono tre gli aspetti chiave a proposito del sistema duale emersi oggi su cui ci impegneremo o stiamo già lavorando. Partiamo da una situazione molto differenziata da regione a regione: alcune con sistemi collaudati, altre in cui mancano del tutto. Al di là dell’esito del referendum costituzionale, è necessario garantire la stessa opportunità ai ragazzi di tutta Italia".

"Per quanto concerne la sperimentazione, è senza dubbio una grande opportunità: la scelta del ministero del Lavoro - ha detto - stimola il rapporto con le imprese da cui ci si augura risposte d’interesse. Infine, si sta lavorando alla delega con l’intento di superare la sussidiarietà in ambito di istruzione e formazione professionale e promuovere un unico sistema che guarda all’Unione europea rispetto a passaggi e metodologie uniformi, e ciò prendendo il meglio di quanto ha già fatto la formazione professionale per mutuarlo”.

Come ha osservato Arduino Salatin, dell'Istituto universitario Salesiano di Venezia, "gli enti di formazione professionale di ispirazione cattolica sono fortemente coinvolti nella sperimentazione (con più di 200 Centri formativi nelle varie regioni); proprio per questo hanno pensato di lanciare un progetto di alto respiro strategico e culturale, finalizzato a costituire una rete nazionale dei Centri in grado di qualificare in chiave educativa il modello sia sul piano formativo che organizzativo”.

Per Ermanno Rondi, presidente Gruppo Alternanza scuola-lavoro e Formazione professionale di Confindustria, “i percorsi professionalizzanti ricevono finalmente l’attenzione della politica". "In Italia - ha avvertito - c’è molta chiarezza sulla teoria, ma non sui percorsi pratici. Vedere il lavoro come processo formativo è una cosa davvero importante, ma c’è ancora molto da fare: l’esperienza pratica è ancora slegata dalla formazione, è una condizione a intermittenza, mentre dovrebbe essere più fluida".

Sul fronte sindacale è intervenuto Elio Formosa, della segreteria Cisl Scuola: “Finalmente un seminario che vuole fare chiarezza sul presente e soprattutto sul futuro della cosiddetta ‘via italiana al sistema duale’, faticosamente nata dalla comune volontà delle istituzioni scolastiche, dei centri di formazione professionale, del Miur e del Mlps, delle parti sociali, delle imprese e delle Regioni, per fare fronte comune e così contrastare l’insostenibile e drammatico fenomeno della disoccupazione giovanile e dell’abbandono e dell’insuccesso scolastico e formativo".

"Le parti hanno individuato nell’apprendistato, in particolare, lo 'strumento ponte' per unire e coniugare il mondo della scuola e della formazione con quello delle imprese attraverso la reciproca conoscenza e l’acquisizione di competenze on the job. Insomma, le buone intenzioni ci sono tutte anche se la realtà e la confusione, legislativa soprattutto, non consentono ancora di avere un quadro ben definito e definitivo del nostro neonato sistema duale", ha concluso.

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