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Vicino l'accordo tra Regioni e Stato sui centri per l'impiego

Vicino l'accordo tra Regioni e Stato sui centri per l'impiego

Roma, 10 nov. (Labitalia) - Regioni e Stato sono in procinto di concludere il rinnovo, per il 2017, dell’Accordo Quadro per la continuità di funzionamento dei servizi pubblici per l’impiego firmato a luglio 2015. L’obiettivo del rinnovo per il 2017 è quello di garantire, anche in una fase transitoria, una continuità di servizi ai cittadini ed una sicurezza ai lavoratori dei centri pubblici per l’impiego. Lo rende noto un comunicato del ministero del Lavoro.

Prosegue, così, il lungo percorso di confronto e di dialogo che l’amministrazione centrale e gli attori del territorio, con forte senso di responsabilità istituzionale, hanno intrapreso fin dall’approvazione della legge delega 183/2014 (Jobs Act) e del decreto legislativo 150/2015 per dare un’attuazione condivisa agli aspetti della riforma del mercato del lavoro che impattavano fortemente sui servizi del lavoro e sulle relative modalità organizzative.

Il nuovo testo dell’Accordo ripropone il meccanismo della compartecipazione di risorse statali (per due terzi del fabbisogno) e regionali (per il restante terzo), sia con riferimento al personale a tempo indeterminato effettivamente impiegato presso i servizi per l’impiego, sia con riguardo ai costi di funzionamento dei Cpi. A tale riguardo, la nuova legge di bilancio all’esame del Parlamento dispone un accantonamento di risorse, per il concorso al funzionamento dei Cpi, pari a 220 milioni di euro per il 2017.

Accanto alla continuità dei centri per l'impiego, il Governo e le Regioni stanno operando per realizzare con strumenti efficaci la loro necessaria implementazione, attraverso la definizione di un Piano congiunto di Rafforzamento dei servizi e delle misure di politica attiva del lavoro, in attuazione della cornice normativa definita dal Jobs Act e secondo quanto già stabilito dalla manovra sugli enti locali (art. 15, dl 78/2015).

Il Piano rappresenta uno strumento per il potenziamento dei servizi per il lavoro all’interno di un quadro unitario e condiviso, pur nel rispetto delle specificità territoriali e prefigura, tra l’altro, anche l’immissione di mille unità aggiuntive di operatori qualificati, cui si aggiungeranno altri seicento operatori specializzati sul versante dell’inclusione sociale attiva: 1.600 unità aggiuntive che, seppur a termine, andranno ad affiancare il personale dei Cpi nello svolgimento dei loro compiti.

Ma l’attenzione delle istituzioni è rivolta anche al personale a tempo determinato dei Cpi per il quale Regioni e amministrazioni centrali stanno lavorando per l’inserimento nella nuova legge di bilancio di un emendamento teso a consentire, anche nel 2017, la proroga dei contratti a tempo determinato del personale dei Cpi.

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