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Contributi per tutoraggio aziendale estesi a Scuole superiori

Contributi per tutoraggio aziendale estesi a Scuole superiori

Roma, 25 nov. (Labitalia) - I contributi per il tutoraggio aziendale, finanziati con 16 milioni di euro a luglio con il programma FIxO, sono estesi anche ai datori di lavoro privati che realizzano, nell’ambito dei corsi IeFP, percorsi di apprendistato di primo livello e di alternanza scuola/lavoro, pari a 400 ore annue in collaborazione con gli Istituti di istruzione secondaria superiore.

Lo comunica Italia Lavoro, precisando che la misura riguarda "i contratti e i percorsi avviati dall’1 gennaio 2016 che non sono quindi più riservati in maniera esclusiva ai soli centri di formazione professionale".

Attraverso la piattaforma di gestione http://fixotutoraggio.italialavoro.it, le aziende possono richiedere: fino a un massimo di 3 mila euro per attività di tutoraggio aziendale da realizzare in un periodo di 12 mesi nell’ambito di ogni contratto di apprendistato di primo livello; fino a 500 euro annui per attività di tutoraggio aziendale riferibile a percorsi di alternanza scuola lavoro con periodi di applicazione pratica non inferiori a 400 ore annue.

Le richieste possono essere presentate fino al 29 dicembre del 2017, salvo il caso di esaurimento anticipato delle risorse disponibili. "Un passo utile a rendere ordinario il Sistema duale - commenta da Job&Orienta di Verona Luigi Bobba, sottosegretario al Lavoro-. La strategia del Governo punta prevalentemente sull'alternanza come strumento per promuovere la formazione e l'occupabilità dei giovani con l'obiettivo di coinvolgere il più ampio numero di studenti verso la transizione scuola-lavoro".

"Il sistema duale pone le basi per proporre nuove opportunità di apprendimento per i giovani e per ridare significato e valore sociale al lavoro. In Italia il sistema formativo perde troppi ragazzi –ricorda Bobba- L’obbligo scolastico formativo è fino a 16 anni ma, se andiamo a vedere quelli che hanno più di 16 anni, troviamo un 17% che non ha conseguito un titolo. Questa dispersione è particolarmente pesante nell’area dell’istruzione tecnica e professionale che raggiunge la percentuale del 38%".

"C’è bisogno - insiste Bobba - di percorsi formativi differenziati che consentono di studiare, di formarsi e di acquisire le conoscenze e allo stesso tempo di lavorare acquisendo delle competenze. Le aziende hanno infatti bisogno di competenze che tante volte sul mercato del lavoro non trovano per questa perniciosa separazione tra la scuola e il lavoro che ha creato una distanza e fa sì che tanti giovani non riescano a trovare una realizzazione professionale”.

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