Cerca

La svolta

Matteo Salvini va a Roma e Alzo Cazzullo si scopre leghista...

Matteo Salvini va a Roma e Alzo Cazzullo si scopre leghista...

Aldo Cazzullo si è scoperto leghista. Nel suo editoriale di prima pagina sul Corsera oggi il giornalista spiega quanto sia difficile per il Carroccio sbarcare nel centro sud, ma nello tempo spezza una lancia in favore di Matteo Salvini. "Troppo facile liquidarla come deriva lepenista", scrive Cazzullo. "Il successo di Salvini è tutto dentro un tempo segnato sia dalla rivolta contro l'estabilishment non solo politico, sia dalla domanda di protezione che arriva dalla provinicia impaurita da fenomeni globali - la distruzione del lavoro, l'impoverimento del ceto medio, le ondate migratorie, la guerra sull'altra sponda del Mediterraneo - che l'Europa non tenta neppure di governare".

Lega inascoltata - Così si spiega il fatto secondo Cazzullo che "la Lega nazionalista di Salvini supera Berlusconi nei sondaggi e conquista città che finora le avevano tenacemente resistito, come Padova". "Questo", puntualizza l'editorialista del Corriere, "non si deve solo alla dialettica dell'altro Matteo - che anzi a volte lo porta a straparlare, ad esempio su Lampedusa - o all'attivismo di un Tosi alla disperata ricerca di un ruolo oltre le mura di Verona. La Lega tiene la scena perché la questione settentrionale è lì, intatta, e se possibile aggravata". E inascoltata. Per Cazzullo "lo Stato continua a considerare i produttori, anziché benemeriti da proteggere, pecore da tosare; ognuno di loro ha l'impressione di procedere trascinando il peso di lavori improduttivi, di burocrazie che si autoalimentano, di privilegi castali che le recenti liberalizzazioni non hanno neppure scalfito".

Niente elmetti cornuti - La questione, scrive Cazzullo, "non è solo economica, ma culturale". E spiega: "Il Nord si sente sottorappresentato nella vita pubblica, segnata da una sorta di egemonia mediterranea, da una Tv di Stato la cui lingua ufficiale è il romanesco, da un' industria cinematografica che se mette in scena un piemontese o un veneto ne fa un gretto sfruttatore o un mona". "Al di là del folklore", conclude Cazzullo, "c'è da augurare ai leghisti che nessuno si presenti sotto il Colosseo con elmi cornuti; le telecamere non aspettano altro -, le paure e le rivendicazioni che saranno espresse domani a Roma meritano una risposta più seria delle solite battute".

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • zhoe248

    28 Febbraio 2015 - 10:10

    Se certo giornalismo ritrovasse un minimo di amor patrio e mettesse finalmente da parte il comodo e confortante politicamente corretto iniziando a comunicare alla gente la verità delle cose, sarebbe l'inizio di quella rivoluzione, incruenta, che potrebbe aiutare a invertire la rotta di questo disgraziato Paese da troppo tempo ostaggio del faziosismo sinistro che tanti danni ha causato.

    Report

    Rispondi

  • carlostef

    27 Febbraio 2015 - 22:10

    Cazzotto ha trovato la verità sulla strada di Damasco?

    Report

    Rispondi

  • claudiomerlo

    27 Febbraio 2015 - 21:09

    Sotto il Colosseo bastano ed avanzano i centurioni.

    Report

    Rispondi

  • massifree

    27 Febbraio 2015 - 17:05

    Non si capisce bene se l'articolo vuole essere deridente, si sentono..., dalla provincia...., sottorappresentato. No caro Cazzullo la brava gente, del nord o meno, si è rotta i coglioni di essere sfruttata e dissanguata dai parassiti di stato, parastato, arcistato ecc. ecc. e di essere abbandonata. PS: anche e soprattutto dal cazzaro.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog