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La gufata

Mario Giordano, la lettera a sorpresa: "Che invidia questa Juventus, ha vinto col cuore Toro"

Mario Giordano, la lettera a sorpresa:

Cari cugini con il pigiama e la maglia rosa, cari juventini insomma, solo dio Valentino Mazzola sa quanto mi costa pigiare i tasti del mio computer oggi, sento gli occhi severi di Giorgio Ferrini che mi osservano dall’alto e la voce mi si strozza in gola come quando Fonzie di Happy Days doveva chiedere scusa. Ma lo devo fare. Vi devo fare i complimenti. Sì, proprio io granata doc, torinista fino all’ultima generazione, bimbo cresciuto a pane, latte e Puliciclone, io che quand’ero piccolo mi addormentavo soltanto sentendo la nenia Bacigalupo, Ballarin, Maroso…, io che sto male al pensiero del bianco&nero anche quando vedo i vecchi film, ebbene io non posso che togliermi il cappello di fronte al vostro quinto scudetto consecutivo. E non toccatevi lì dove non batte il sole, cari cuginetti. Lo sapete anche voi che è cosa fatta ormai.

Cinque scudetti di fila sono una bella impresa. Ci siamo riusciti solo noi e voi. Voi due volte, la prima fra il 1930 e il 1935, quando il football era da pionieri e i campioni si chiamavano Ferrari, Combi e Rosetta; la seconda oggi. Noi una volta fra il 1943 e il 1949, quando c’erano i nostri Invincibili, che soltanto il destino è riuscito a sconfiggere. Oh lo so, ci sarebbe per la verità anche l’Inter, ma in realtà di scudetti sul campo di fila loro ne hanno vinti solo 4, il quinto è stato aggiunto a tavolino e dunque conta per le statistiche, al massimo, non certo per l’orgoglio. Quello ce lo giochiamo soltanto noi, cari cugini con la gobba: mi si strozza la voce in gola ma devo ammettere che state scrivendo un’altra pagina di quella storia del calcio (di cui, per altro, noi continuiamo a rappresentare la vetta più gloriosa. Scusate se ve lo ricordo).

Però devo ammetterlo, con il cuore granata che sanguina, quest’anno lo scudetto ve lo siete proprio meritato. Sapete che ho sempre polemizzato con gli arbitri che vi favoriscono, in particolare con quel Rizzoli che anche in campo internazionale si è dimostrato ampiamente inadeguato, ma stavolta non ci sono storie: avete vinto perché siete stati più forti. Direi quasi spietati, feroci, cannibali, avidi nella sete di vittoria. Avete ammazzato il campionato, conquistando di fatto lo scudetto già a metà aprile, schiacciando gli avversari come i bulldozzer schiacciano le lattine vuote. Roba da far sbiancare di felicità persino gli occhiali sempre colorati del vostro fedelissimo Giampiero Mughini.

E dire che eravate pure partiti male. Esultavo a inizio campionato, quando noi del Toro stavamo lì davanti, e io sognavo, per una volta, di riuscire a giocarcela alla pari. Invece non è stato così: noi ci siamo sciolti come neve al sole, voi siete cresciuti in modo spaventoso. E avete ribaltato un campionato che sembrava maledetto, trasformandolo in una marcia trionfale. Questo, se devo dire, mi fa rabbia ancor di più perché capovolgere le situazioni, partire svantaggiati e sovvertire tutto, essere lì per soccombere e ritrovare energie inaspettate e vincenti, ecco: tutto questo, mi si spezza la lingua nel dirlo, ma è molto da Toro. Ma sì, cari cuginetti gobbi, oggi sono in vena di confessioni e pazienza se a Grezar e Rigamonti verrà voglia di tirarmi uno sganassone, pazienza se mio papà si girerà nella tomba cercando quella sciarpa granata che gli avevamo lasciato al collo, oggi sono in vena di confessioni e vi devo dire che siete stati così bravi che ogni tanto mi siete sembrati degni di noi granata. Lo dico davvero. E nel segreto del mio cuore, senza confessarlo a nessuno, nemmeno a me stesso davanti allo specchio, ammetto che ogni tanto vi ho perfino invidiato: ho invidiato la grinta che avete saputo mettere in campo, la compattezza della squadra, il talento dei vostri giocatori. Ho invidiato perfino il vostro stadio. Sia chiaro: a me dà fastidio la sua stessa esistenza, mi dà fastidio anche solo passare sulla tangenziale di Torino e vedere le indicazioni per lo Juventus Stadium, basta il nome a farmi venire la gastroenterite. Ma siamo sinceri: come mi piacerebbe avere un Toro Stadium così...

Dunque non mi resta altro che stringervi la mano e inchinarmi alla vostra vittoria, cari cuginetti. All’abilità della società, alla sua organizzazione, alla bravura di mister Allegri. Lo vedete come sappiamo essere sportivi noi granata? E lo so che qualcuno di voi starà pensando: «Ma lo scudetto non l’abbiamo ancora vinto». È vero. Non l’avete ancora vinto matematicamente. Ci sarà una probabilità su 10mila che la Juve, con 9 punti di vantaggio, a sole 5 giornate dalla fine, perda lo scudetto. Può ancora accadere? Davvero? Beh, non penso. Ma se la mia gufata, in qualche modo, dovesse servire a fare in modo che quella probabilità si avveri, beh, inutile dire che cancello l’articolo ed esulto come un pazzo. Va bene diventare sportivi, si capisce, ma sempre nella speranza che la Juve perda. Proprio come vi è accaduto in Champions League, purtroppo per voi.

di Mario Giordano

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Commenti all'articolo

  • oli46

    26 Aprile 2016 - 10:10

    Gent.mo sig. Giordano, mi permetta di far notare solo una cosa: una squadra che può permettersi che i suoi difensori quasi prendano a testate l’arbitro vuol dire che sa di potersi permettere qualsiasi cosa, tanto espulsioni, rigori contro, ammonizioni e cose simili riguardano sempre e solo gli avversari. Senza dimenticare che il giorno dopo è l’arbitro a chiedere scusa. E questa la chiama GRINTA?

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  • cosimo.sgura

    25 Aprile 2016 - 19:07

    Caro Giordano ti apprezzo in tutto tranne che nel calcio. Ma come fai a odiare l'unica squadra italiana che ha una dimensione mondiale?

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