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Il Sultano non è morto, evviva il sultano

Feltri: perché noi stiamo coi golpisti. "Vi rivelo la vergogna tutta italiana"

Vittorio Feltri

l golpe in Turchia, se non fosse per la carneficina che è seguita e che probabilmente non è finita qui, sarebbe una cosa da ridere. Chi lo ha commentato quando era in corso e anche dopo che era stato stroncato, si è adeguato al clima surreale provocato dai fatti. Mentre si combatteva ad Ankara, i giornalisti italiani e gli esperti di politica internazionale non sapevano da che parte stare perché non capivano ancora chi avrebbe vinto e chi perso. Nel dubbio, la maggioranza di essi non prendeva posizioni nette: si arrampicava un po’ sul melo è un po’ sul pero. Sabato mattina, tuttavia, i quotidiani più importanti (per tacere delle tivù attive durante la notte) pubblicavano titoloni in prima pagina dicendo che Erdogan era fuggito e che il Paese era ormai nelle mani dei rivoltosi. Peccato che non fosse vero. E che fosse vero il contrario: golpe fallito e violente reazioni del potere costituito.

A questo punto la stampa e le emittenti hanno dovuto fare un rapida e imbarazzante retromarcia. Succede ogni volta che le notizie maturano di notte. Però si poneva di nuovo il problema se fare il tifo per i perdenti - autoproclamatisi laici - oppure per il regime di Erdogan, finto democratico. La scelta è caduta sul secondo, dato che i vincitori sono sempre più simpatici. Non solo gli editorialisti, ma anche gli statisti europei, perfino la Merkel, hanno esultato affermando che aveva trionfato il governo eletto dal popolo. Mentre applaudivano, ecco il patatrac: Erdogan e i suoi fedelissimi organizzavano una spaventosa rappresaglia: migliaia di arresti, molti uomini uccisi, militari bastonati con inaudita violenza, quasi tremila magistrati destituiti. Insomma una strage.

Davanti a ciò, i soloni dei media sono rimasti basiti, incapaci di distinguere i buoni dai cattivi e incerti se continuare ad appoggiare Erdogan oppure se rammaricarsi della sconfitta dei golpisti che, se non altro, pur essendoislamici non sono islamisti e non vanno d'accordo con gli assassini seguaci del califfo. Noi, nel nostro piccolo, avremmo preferito che il ribaltone avesse avuto successo. L'orrendo spettacolo offerto al presente dalla Turchia insanguinata ci disgusta. E pensare che anche parecchi politici italiani caldeggiavano e forse caldeggiano ancora l'ingresso di questo truculento Paese nell’Unione europea. Si rende conto il lettore a chi abbiamo affidato il nostro destino? Siamo curiosi di vedere nei prossimi giorni quale indirizzo prenderanno Matteo Renzi e il suo incoerente esecutivo. È preferibile una Turchia che finge di essere democratica e flirta con i terroristi o una Turchia golpista che non tollera la prevalenza della religione dei musulmani sanguinari sulla vita civile?

Per concludere una annotazione folcloristica. Ieri il Corriere della Sera, a pagina 8, in apertura pubblicava un pezzo firmato da Antonio Ferrari, vecchia firma del giornalone appena acquistato da Urbano Cairo. Lo abbiamo letto a bocca aperta. Non era una cronaca, non era un corsivo e nemmeno una analisi sulle vicende turche. Di cosa si trattava? Un genere inedito ossia una intervista che l'autore faceva a se medesimo senza però ammetterlo. Oddio, le auto interviste si usano, raramente ma si usano. Di norma però si avverte il lettore: occhio, questo è un soliloquio, un espediente per porsi delle domande inquietanti e per tentare di rispondere ad esse senza la pretesa di distillare la verità. In questo caso invece uno leggeva e non capiva chi fosse colui che interrogava né chi fosse l'interrogato. Che fosse un segreto? No, solo una bischerata. Il suggello al generale delirio che in questi giorni ci ha fatto smarrire la sinderesi. Un consiglio a Cairo: assuma quali consulenti alcuni infermieri. Gli saranno utili per sistemare l'azienda editoriale.

di Vittorio Feltri

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Commenti all'articolo

  • Aquila1976

    19 Luglio 2016 - 10:10

    D'accordo con il Direttore, ma oltre all'incertezza giornalistica (di comodo per chi risponde ad una parte politica non mi interessa più di tanto), ho trovato un grande silenzio di comodo da parte dei politici. Ora, non mi stupisco di trovare Renzi da Maria de Filippi, ma il M5S, la Lega, il centro Destra dove stanno? è così delicato affermare che la Turchia sarebbe un nemico in casa nostra?

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  • bettym

    19 Luglio 2016 - 10:10

    La Turchia è un paese islamico e peggio ancora "islamista e fondamentalista" quindi assolutamente fuori dall'Europa e mi dispiace per il fallito golpe. Mi ha stupito sentire i leader europei dichiarare che Erdogan è "democratico" e quindi contenti per il fallito golpe...Ma stiamo scherzando?? Penso che dovrebbero tutti sparire dalla faccia della terra, insieme a Erdogan. Che schifo

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  • Karl Oscar

    19 Luglio 2016 - 06:06

    Una bella rappresentazione teatrale con un copione pronto e preparato da un bel po',con la lista di proscrizione nel cassetto ,una spintarella agli ingenui golpisti e voila il gioco è fatto.Questi in Europa?

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  • bilauri

    19 Luglio 2016 - 06:06

    La falsa democrazia di Erdogan e il suo desiderio di totalitarismo la pagheremo cara visto che in un prossimo futura potrebbe far parte dell'Unione europea.

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