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Vittorio Feltri: Gianni Agnelli un damerino che distrusse la Fiat

Vittorio Feltri: Gianni Agnelli un damerino che distrusse la Fiat

Caro Forti Bernini, le sue osservazioni sull' abbigliamento di Sergio Marchionne sono probabilmente pertinenti. Un capitano di industria che si presenta a un vertice alla Casa Bianca indossando un maglione blu anziché un più canonico doppiopetto guarnito di regolare cravatta suscita in effetti qualche perplessità, specialmente in chi non ha ancora imparato a conoscere il grande manager della Fiat. Ma prima di emettere un giudizio negativo su di lui bisognerebbe almeno impegnarsi in una piccola riflessione.

Il dirigente di origini abruzzesi non è diventato anticonformista negli ultimi giorni della sua esistenza; lo è sempre stato da quando è comparso sulla scena italiana. Non l' ho mai incontrato personalmente, ma ho esaminato numerose sue fotografie che appunto lo ritraggono col maglione dello scandalo. Un indumento talmente stravagante se indossato da un big da essere ormai considerato un suo distintivo.

Un Marchionne senza pullover non riesco neanche ad immaginarlo. Il che dimostra, ammesso che non si tratti di una ovvietà, che non è la moda a comandare ma l' abitudine. Fino a un decennio fa nessuno si sognava di calzare scarpe da tennis o da riposo con un completo grigio. Poi un pistola ha cominciato a mettersele in pubblico e nel giro di poco tempo questa stravaganza è stata adottata dalla massa, e ora chi sfoggia un paio di mocassini è scambiato per un marziano.

Prendiamo Marzullo, il soggetto televisivo più inossidabile della Rai; per lustri appariva sui teleschermi vestito di tutto punto, sembrava il manichino di un negozio di via Montenapoleone. All' improvviso e per motivi imperscrutabili ha mutato pelle: eccolo in video con una camicia a righe rigorosamente priva di cravatta e orrende scarpacce di pezza degne di un profugo appena sbarcato a Lampedusa. Affari suoi, si intende. Ma la sua trasformazione da signore composto a extracomunitario in cerca di accoglienza non è sfuggita a occhi attenti. Nessuno però ha osato criticarlo perché ogni notte irrompe in casa nostra conciato quale africano scampato a un naufragio nel Mare Nostrum. Ho citato Marzullo, ma avrei potuto tirare in ballo chiunque bazzichi studi televisivi, per esempio Formigli, che se ne sta davanti alle telecamere in maniche di camicia quasi che fosse un manovale edile. Non c' è più alcuno che si stracci le vesti dato che tutti amano esibirsi in panni stracciati. Fin qui credo non mi si possa dare torto.

E torniamo a Marchionne, un fenomeno che ha rilanciato una fabbrica di automobili destinata a fallire. C' è chi lo rimprovera di aver trasferito all' estero l' azienda, ma era l' unico modo per salvarla. Se l' impresa fosse rimasta in Italia sarebbe stata distrutta dalle ostilità ambientali, dal fisco più ignorante e vorace del mondo, da sindacati che odiano i padroni da cui pretendono però la creazione di nuovi posti di lavoro. Un controsenso. Chi non è stolto, dal dottor Sergio si aspettava che riuscisse a non far morire l' auto nazionale, e lui ne è stato capace; se poi non ha eguagliato Lapo nel look da fighetto, pazienza, ce ne faremo una ragione.

Continui pure a coprirsi il busto con maglioni del colore che gli garba, anche nel caso in cui sia invitato nella residenza ufficiale di Trump, un capo di Stato che non ha mai badato allo stile, tanto è vero che reca in testa alcune pannocchie di granturco, superando Berlusconi che sul cranio ostenta una moquette di una tinta innaturale.

Caro Forti Bernini, non si lasci suggestionare dall' estetica e pensi all' etica imprenditoriale. Gianni Agnelli dicono che fosse elegante, ma distrusse una fabbrica modello ereditata da Valletta; Marchionne, col suo golf del cacchio, ha recuperato un rottame e lo ha restituito agli antichi splendori. Preferisco un buzzurro di talento a un damerino passato alla storia perché portava l'orologio sopra il polsino della camicia.

di Vittorio Feltri

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Commenti all'articolo

  • encol

    04 Febbraio 2017 - 08:08

    Ha ragione da vendere Feltri. Agnelli un pasticcione molto fortunato nel trovare AD spregiudicati e indubbiamente capaci . Hanno sfruttato l'italia e gli italiani fino all'osso e ora, i suoi successori, dopo averla spolpata per bene mollano l'osso buono solo per randagi morti di fame.

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  • vick

    30 Gennaio 2017 - 19:07

    Parole più che sante FELTRI ! Di sicuro lei non dimentica che l'avvocato ha distrutto qualcosa che non era suo , e che ha avuto gratis dallo stato . Mi riferisco alla LANCIA e ALFA ROMEO . Orgoglio Italiano! Sopra , e di molto, ad ogni altro brand Europeo e Mondiale dell'epoca . un grande ed assurdo assassinio industriale ! viva SERGIO e VITTORIO VittorioB.

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  • gil upnatistim

    gil upnatistim

    29 Gennaio 2017 - 21:09

    Tanto per cambiare sono d'accordo e normalmente posto in tal senso. Con buona pace della fiom che considero il cancro della ns. Nazione.

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  • filipanda

    29 Gennaio 2017 - 17:05

    Non ho niente di meglio da fare e posso tranquillamente dire che, sono d'accordo per quanto riguarda Marchionne ma, paragonare Marchionne a Formigli Mazzullo e tanti altri scemi della televisione che per farsi notare o far parlare di loro, si esibiscono vestiti da cialtroni (che sono) o pagliacci con giacche ridicole o magliette attillate per nascondere la loro nullità, è veramente esagerato.

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