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L'orrore di Macerata

Pamela Mastropietro, Vittorio Feltri: "Perdio, diteci perché i nigeriani l'hanno uccisa". Il mostruoso sospetto

13 Febbraio 2018

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Vittorio Feltri

La fisiognomica non è una scienza esatta, forse non è neanche una scienza. Tuttavia quando guardo le fotografie di Pamela, la ragazza fatta a pezzi a Macerata da alcuni nigeriani brutti come il demonio, non riesco a pensare fosse completamente rimbambita dalle droghe e disponibile ad accompagnarsi con certi individui.


C'è qualcosa che non funziona nelle ricostruzioni della sua breve e tribolata vita. Molti giovani, incluso qualche nostro figlio, hanno avuto disturbi psicologici e si sono abbandonati al consumo di sostanze stupefacenti. Ma, nel caso di Pamela, bisogna aggiungere che ella si era accorta di avere imboccato una strada buia e si era rassegnata ad entrare in una struttura idonea a curare certe patologie. Significa che aveva ancora un barlume di ragionevolezza. Ultimamente le sue turbe psichiche si erano attenuate e aveva trovato un lavoro compatibile con la convivenza in istituto. Come mai all'improvviso è fuggita e si è consegnata ai suoi assassini? L'interrogativo merita una risposta che finora non è stata data da chi indaga. Quali pressioni essi hanno esercitato sulla giovane per costringerla a stare nelle loro mani lorde di sangue? Sono ricorsi alle intimidazioni o addirittura alla violenza per sequestrarla? E perché l'hanno uccisa?

La questione non si può archiviare con una scrollata di spalle. Bisogna investigare. Troppo comodo far passare Pamela per una tossica pronta a tutto pur di farsi delle iniezioni, che peraltro detestava per una sorta di fobia nei confronti degli aghi. Il sospetto che abbiamo è che la fanciulla sia stata trascinata con l'inganno o la forza nella casa dove è stata soppressa per motivi tuttora ignoti. Qui è necessario chiarire vari punti dell'accaduto se si vuole capire fino in fondo il movente del delitto, che non può essere la somministrazione di una dose. Può darsi che una giovane sia ricaduta vittima della tossicodipendenza, ma rimane un mistero perché per questo i nigeriani l'abbiano ammazzata. Che interesse avevano ad eliminarla? Siamo persuasi che la verità non sia ancora emersa. In attesa di completare il quadro della nebulosa situazione, preghiamo gli inquirenti di non accontentarsi delle versioni divulgate, ma di scoprire l'arcano. Non si fa a pezzi una ragazza solo per averle venduto un po' di stupefacente. Non siamo in grado di bere simili stupidaggini. Fosse così ogni giorno in Italia si registrerebbe una strage di poveri tossici. 

di Vittorio Feltri

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Commenti all'articolo

  • Guido2916

    14 Febbraio 2018 - 22:10

    Questa feccia e chi li protegge, e chi li fa entrare e girovagare in questa Europa ormai persa merita una sola fine: pena capitale. Vergognoso fare manifestazioni su manifestazioni per le gesta di un pazzo facendo passare in secondo piano o addirittura annullare orrendo omicidio di una povera ragazza da parte di questi orrendi rifiuti umani ottimi solo per una bella ghigliottina

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  • Franco1946XW

    14 Febbraio 2018 - 13:01

    Bravo Feltri, imbastisci una campagna per conoscere la verità. Non credo che la vita di Pamela valga meno che quella di Reggini.

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  • primulanonrossa

    primulanonrossa

    14 Febbraio 2018 - 10:10

    ^°©°^ È così agevole,confortevole delinquere in Italia tanto da diventare routine, come un lavoro impiegatizio, quasi noioso, a questi non bastano più lo spaccio li stupri le, ruberie hanno bisogno di una botta di vita nel praticare le efferatezze dei luoghi natii. Se non avessero trovato le due valigie Pamela sarebbe scomparsa nel nulla per sempre, aumentando di 1 l'elenco degli scomparsi.

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